Luis Bacalov a ritmo di tango
Il legame con la sua città d'origine e una personale visione del tango sarà offerta in un allestimento che coinvolge Bacalov dal vivo al pianoforte, sua figlia Anna Paola come coreografa, musicisti, danzatori, ballerini di tango, cantanti e i due attori Nadia Ferrero e Sebastiano Tringali per la regia di Carlos Branca. Che rapporto ha con Buenos Aires? «Ho vissuto lì i primi vent'anni della mia: vi riconosco la mia identità culturale e artistica tanto che in questi ultimi tempi della mia carriera sono tornato a scrivere musiche legate alle mie radici originarie argentine». Cosa racconta al pubblico nel suo spettacolo? «Ricostruisco cento anni di storia di Buenos Aires e del tango in un lavoro composito sulla nascita e sulla crescita della città e del suo ballo. Metto in contaminazione danzatori contemporanei che rompono con la tradizione argentina e ballerini di tango popolare, rivissuto nella sua essenzialità e senza esteriorità o acrobazie che io non amo». Qual è il segreto della comprensibilità della sua musica? «Quando si scrive c'è uno scambio fra l'inconscio e il conscio che ti indica la strada e va oltre la tecnica e il lavoro. Non so quale aspetto aiuti un compositore a risultare più comunicativo di un altro».
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