Quando invece la nostalgia diventa remake e si cerca di attualizzare una foto, o un film, emerge un segno di stanchezza, una mancanza di idee o di Verità, perché noi abbiamo bisogno della ricerca di Verità». Sono esistite altre epoche, come la nostra, nelle quali la realizzazione di remake era altrettanto forte? «Sicuramente sì. Penso, ad esempio, alla cultura neoclassica, che ha fatto emergere un genio come Canova, mentre ce ne erano altri che, invece, imitavano semplicemente i Greci, i quali, al contrario, nelle loro opere ricercavano la giovinezza e la bellezza eterna. Ma quante inutili Afrodite o Dionisi cono stati realizzati? E allo stesso modo, nel periodo del Romanticismo, a parte i Goethe, quante stelle inutili c'erano nel cielo e quante immagini deteriori ci sono state tramandate!». Qual è allora la differenza tra un remake di oggi e uno del passato? «Oggi i mezzi tecnologici e mediatici, come cinema, tv e internet, sono più veloci e arrivano direttamente dentro le case. Inoltre c'è maggiore velocità di comunicazione mondiale e più massa, ovvero più persone che fanno tanti remake contemporaneamente».Din. Dis.
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