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Il Mediterraneo come radice di civiltà e sfida per il ...

310), che sarà presentato il prossimo 3 luglio a Roma, in collaborazione con Università internazionali.
Un libro fondato su riflessioni profonde - che vanno dai Fenici agli Alevi e Drusi, fino alla crisi algerina - che danno davvero il quadro di Valori, il docente di Economia all'Università di Pechino e a quella di Gerusalemme che si definisce simpaticamente un «visionario pratico». Da studioso realista, Valori dialoga ogni giorno con le forze internazionali e in queste pagine si mostra convinto della centralità di Israele nello scacchiere geopolitico mondiale, rimarcando al contempo come non possa esistere una strategia euromediterranea senza la Turchia.
«Eppure il mio Mediterraneo oggi è Civitavecchia - dice Valori - perchè il nostro primo porto nazionale è anche una porta strategica sul Mediterraneo, una piattaforma di collegamento tra Est e Ovest, tra la nuova Europa, l'Africa e il Mondo arabo. In questo quadro, lo dico anche come presidente di Sviluppo Lazio, possiamo vantare una sponda di primo valore per iniziative di polo economico e finanziario nazionale».
Così Valori - ricordando anche il contributo da lui dato al progetto e alla costruzione della diga di Karakaja, in Turchia - rimarca il bisogno da parte dei governi nazionali e della Ue in particolare di «portare avanti un partnerariato politico in grado di declinare una rete di sicurezza multilaterale e allo stesso tempo un partnerariato ecomico capace di distribuire in modo meno iniquo le ricchezze tra Nord e Sud del Mediterraneo».

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