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Il celebre dipinto di Leonardo da Vinci noto anche come "il ...

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È quanto sostiene Giovanni Maria Pala, un giovane musicista originario di Ozieri (Sassari) residente con la moglie pittrice, Loredana Mozzarella, a Galatone (Lecce), nel libro dal titolo "La musica celata" (Vertigo), di recente pubblicazione, a cui è allegato un cd con la riproduzione della musica. Maestro Pala, il suo libro "La musica celata" offre una nuova chiave di lettura de L'Ultima cena, che si svela improvvisamente ai nostri occhi carica di significati nascosti e finora impensati. «Non è la prima volta che nel campo dell'arte ci si trova di fronte ad enigmi nascosti: nel fregio est del Partenone, per esempio, alcuni studiosi hanno notato che i personaggi raffigurati si svolgono in successione nel tempo e nello spazio, evocando un andamento musicale. E così ne L'Ultima Cena le relazioni interne tra i pani e le mani dei discepoli individuano una frase musicale. Le note musicali sono strettamente legate ai riferimenti biblici presenti nel dipinto, soprattutto ai valori simbolici, numerici e iconografici dei Vangeli, in primis di quello di Giovanni, a cui Leonardo si ispirò per la realizzazione del Cenacolo. Nulla vieta che questa "tecnica" sia una sorta di "firma" spirituale ed intellettuale dell'artista». Oltre alle note musicali lei ha scoperto una frase ebraica, interpretata da padre Luigi Orlando, e una serie di simboli mistici che richiamano particolari decorativi di Santa Maria delle Grazie. «Le nove lettere consonantiche, che emergono come in un rebus dal congiungimento delle note individuate nel dipinto, sono lettere consonantiche in ebraico antico: esse esprimono una lode a Dio. Padre Luigi Orlando - docente di Sacre Scritture e di Teologia presso l'Università Pontificia "Antoniana" di Roma nonché direttore dell'Università di Teologia di Bari - è stato fondamentale nella mia ricerca, non solo per la trascrizione fonetica delle lettere ebraiche, ma anche perché mi ha permesso di visionare antichi documenti nei quali alcune lettere cuneiformi venivano utilizzate per ricavare dei disegni. Da qui l'intuizione che forse c'era un ulteriore messaggio "visivo" nel dipinto: queste lettere infatti, lette da destra a sinistra, danno vita alla figura di un calice e a quella della ruota della vita con all'interno un fiore di otto petali, uguale a quello del rosone di Santa Maria delle Grazie». So che la notizia della sua scoperta è ormai rimbalzata sui maggiori mezzi d'informazione mondiali, tra cui anche la BBC. Il mondo della cultura come ha accolto La musica celata? «La notizia è stata subito presa in considerazione dai maggiori network mondiali. Alessandro Vezzosi, direttore del museo dedicato a Leonardo nella città di Vinci, ha dichiarato che la tesi da me proposta è plausibile, aggiungendo che già altri studi in precedenza, avevano dimostrato la possibilità di individuare nel Cenacolo un canto gregoriano nell'andamento delle mani degli apostoli. Inoltre anche Matthew H. Landrus, docente di Storia dell'Arte e Arti Visive alla Rhode Island School of Design (USA) e al Wolfson College, Oxford University (Inghilterra), intervistato dalla BBC, sostiene la mia tesi ed aggiunge che L'Ultima Cena può contenere un andamento musicale, soprattutto per quanto riguarda le scansioni ritmiche dei personaggi rappresentati nel dipinto stesso». Pala, la critica ci ha abituato a una certa immagine di Leonardo. Qual è quella che emerge dal suo libro? «Dal mio libro scaturisce quella che io credo sia la vera immagine dell'artista: un perfetto conoscitore della Bibbia, un uomo che riconosce l'esistenza di un Dio che è perfezione in tutte le sue manifestazioni. Egli dichiarava che la pittura è collegata a Dio perché ha la stessa forza creatrice, e la musica, non di meno col suo potere suggestivo, è adatta a rappresentare l'invisibile. Sicuramente Leonardo era credente, anche perché all'epoca le opere sacre venivano commissionate solo ad artisti la cui fede fosse certa e dichiarata».

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