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FENOMENOLOGIA

Motivi sociologici e psicologici del proliferare dei consigli sul fashion

Cosa c'è dietro? Quali le motivazioni, se ci sono, più profonde? Lo abbiamo chiesto a una sociologa e a una psicologa dell'Università La Sapienza di Roma. «La vera novità - spiega Luisa Valeriani, docente di Sociologia delle arti e della moda alla facoltà di Scienze della comunicazione - è la nuova letteratura scientifica sulla moda. I manuali, in realtà, sono sempre esistiti. Oggi, però, la moda diventa argomento di riflessione teorica. E questo perché i consumi sono molto cambiati. Prima la moda era riservata a delle elite di un certo prestigio sociale in grado di spendere. E anche le riviste di moda erano riservate a un pubblico più ristretto». È stato lo street style a cambiare le regole, secondo la sociologa. «Le case di moda - spiega ancora Valeriani - si ispirano allo stile di strada e sono nate nuove figure professionali che hanno il compito di andare a cercare sul marciapiede cosa va più di moda. L'abito di tendenza non è più prescritto dall'alto». Vestirsi diventa, perciò, sempre più un modo di comunicare se stessi attraverso le proprie scelte. «Non esistono più le masse - continua la sociologa - ma diverse nicchie di consumo. Tutto tende a personalizzarsi molto. Si mischia, si sceglie. capita che la tuta non sia più abito da lavoro, diventa, a volte, un modo un po' snob di esibire, anche per i manager». Ed ecco allora che la moda assurge al nuovo ruolo di arte contemporanea. L'abito come funzione sociale, il vestito come forma dell'abitare. «Esibirsi come modo di essere, quasi come fa l'artista quando si esprime attraverso una performance». Secondo Maria D'Alessio, psicologa dell'età evolutiva, se escono tanti manuali d'eleganza vuol dire che la moda oggi non è tanto forte da imporsi di per sè. «La pubblicità crea comportamenti effimeri che si bruciano velocemente - spiega la psicologa - Ci sono tante piccole mode che si susseguono e si alternano. Si cerca di trovare dei criteri che conducano le persone a un comportamento comune. Perché oggi i modelli sono frantumati. Non c'è più la moda, l'eroe preferito da tutti». La colpa, secondo la D'Alessio, è della Tv che «falsifica i modelli, li crea e li distrugge continuamente. È così che Valentino Rossi e Costantino, Francesco Totti o Taricone diventano uguali». K. P.

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