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di ANNA CINZIA TIENI OTTIMISMO, soddisfazione per la chiusura in attivo dei bilanci ...

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Mario Boselli, riconfermato per il prossimo triennio alla presidenza dell'istituto, per la quale sarà affiancato, tra gli altri, da membri quali Lavinia Biagiotti Cigna (una «new entry»), Walter Burani, Stefano Dominella, Massimo Ferretti e Vittorio Missoni, invita gli imprenditori del settore tessile-abbigliamento a guardare avanti con il coraggio e il realismo basato sui fattori che hanno permesso il successo della moda made in Italy. Cosa si aspetta per i prossimi tre anni? «Una situazione di mercato non facile, stimolante certo, ma anche direzionata ad una maggiore complessità dei fenomeni del settore moda e allo stesso tempo da una velocizzazione degli stessi che impone a tutti una grande attenzione. La bravura, sia delle imprese che delle associazioni, consisterà nel promuovere nel migliore dei modi i nostri prodotti sui nuovi mercati». Nuovi mercati e dunque nuovi ricchi. Di quali paesi stiamo parlando? «Di tutti quei paesi dove il Pil aumenti del 3 per cento, che in Europa possono essere la Russia e le nuove Repubbliche Baltiche, e in Asia, Giappone a parte, la Cina, la Corea del Sud, la Thailandia. Paesi cioè che abbiano voglia di investire». Quali sono oggi gli elementi che rendono inconfondibile la moda italiana? «Il bello e il ben fatto, ossia un prodotto che sappia presentarsi esteticamente, ma che, allo stesso tempo, dia una garanzia di qualità». Grande importanza ai materiali dunque? «Il vero motore della moda è il tessile, e in Italia abbiamo la fortuna di poter coniugare la bravura degli stilisti all'eccellenza dell'industria tessile». Stilisti affermati in tutto il mondo e nuovi talenti. Quale lo spazio riservato a questi ultimi? «Purtroppo, e non per nostra responsabilità, uno spazio piccolo e difficile. Oggi, rispetto a quindici, venti anni fa, conquistare il mercato della moda è sicuramente più difficile. Occorre investire di più sia sulle risorse umane che finanziarie. Cosa consiglio ad un giovane talento? Umiltà ed entusiasmo ad accettare anche i piccoli lavori. Perchè in fondo non si nasce Armani. Infine curiosità e la padronanza dell'inglese».

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