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PREZIOSISSIMO, sofisticato e, per molti, inarrivabile.

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Tra le sue virtù c'è anche quella di essere un isolante termico (coibente). Ecco perchè, insieme ad altri tipi di fibre, è ora allo studio di un pool di ricercatori della Asl di Pavia, che stanno cercando di testarlo non tanto per curare ma per alleviare alcune patologie di tipo dermatologico (tumori epiteliali e basaliomi) soprattutto nei bambini. Ma come si fa a riconoscere il vero cachemire? «Primo, se il consumatore si sente nel dubbio, può sempre rivolgersi a uno dei tanti laboratori che analizzano la materia prima - spiega Luca Caprai, amministratore delegato di Maglital srl, azienda di Trevi (Pg) che distribuisce il marchio Cruciani, leader nel settore - ma prima di acquistare un capo, si deve stare attenti a che non sia troppo peloso. Il capo, poi, non deve rovinarsi facilmente: in media una maglia di cachemire dura più di 10 anni. Anche il prezzo è un campanello d'allarme - continua l'ad di Maglital - ed essendo un acquisto importante, è meglio in ogni caso acquistare quei marchi di riconosciuta affidabilità». «Vista la concorrenza - sottolinea Caprai- credo sia importante per le aziende italiane innovarsi e rinnovarsi, facendo capire al consumatore che non solo sta acquistando un prodotto made in Italy ma anche nuovo, diverso dal resto. Non ci si può e ci si potrà sempre meno nascondere dietro il made in Italy. Ecco perchè noi cerchiamo sempre di mettere sul mercato qualcosa di introvabile ed esclusivo. Come le maglie che abbiamo prodotto, in pochi esemplari, con un filo di lana 13 micron di finezza il cui fiocco costa 6-7 volte di più del cachemire più puro. Maglie che abbiamo chiamato «Cullinan», come il più grande diamante mai trovato al mondo. E per venderle esprimevamo il peso in carati perchè così pregiate da non poter essere pesata in grammi».

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