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Quell'aereo ripreso sul fondo del mare favorì lo sbarco degli americani ad Anzio

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Fu probabilmente un sabotaggio a far precipitare in mare, a Capoportiere, il «Curtiss P40L»: il militare Usa fece tuttavia in tempo a mettersi in salvo grazie ad un canotto. Quell'aereo è conservato, dopo una preziosa opera di recupero e di restauro, nel padiglione dedicato allo sbarco delle forze anglo-americane del singolare museo «Piana delle Orme» (via Migliara 43.500, Borgo Faiti, Latina, telefono 0773/258707) che un florovivaista locale amante del collezionismo, Mariano De Pasquale, ha voluto dedicare alle grandi scoperte prodotte dall'uomo nella prima metà del Novecento. A «Piana delle Orme» una intera sezione è riservata alla seconda guerra mondiale. L'ideatore ha voluto riproporre scene di guerra con mezzi e oggetti, persino divise, dell'epoca. Nel padiglione che ricorda ai nostaligici lo sbarco ad Anzio è conservato il «Curtiss P40L». Tutti sapevano che era in fondo al mare, ad una decina di metri di profondità. Ma nessuno aveva voluto tirarlo fuori. Nel 1998 l'Archeosub di Latina propose al proprietario di «Piana delle Orme» la sponsorizzazione del recupero. Grazie ad alcuni palloni il vecchio «caccia», ancora in ottime condizioni, fu fatto riemergere dall'acqua e trasportato nel museo dove per i sei mesi successivi rimase in una vasca di acqua dolce. De Pasquale riuscì tra l'altro a rintracciare Micheal Mauriz, 84 anni, che volò dall'America fino a Latina per rivedere l'aereo «messo a nuovo». Un momento particolarmente emozionante per l'aviatore americano, rimasto in terra pontina una settimana. Il museo «Piana delle Orme» (www.pianadelleorme.it) è visitabile tutti i giorni dalle nove alle 16 e 30 nei giorni feriali. Fino alle diciotto e trenta nei festivi. Il biglietto di entrata costa dieci euro, otto per studenti ed anziani.

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