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di LUCIANA VECCHIOLI IL PRODUTTORE Aurelio De Laurentiis annuncia che vorrebbe esportare ...

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L'anno prossimo poi gli piacerebbe ambientarlo sulle piste da sci del Canada per allontanarsi dalle location esotiche che «a lungo andare potrebbero stancare». Sempre diretto da Neri Parenti? «Lui è nei nostri cuori, non si tocca». Christian De Sica, intanto, spera in critiche più benevoli nei confronti degli attori e del film. Insomma, anche quest'anno torna puntuale come un orologio svizzero il campione d'incassi del cinema italiano. Dopo Aspen, Saint Moritz, Amsterdam, L'Egitto ed altri luoghi tra i più trandy del turismo mondiale, il palcoscenico della amatissima saga natalizia approda nella terra degli incantatori di serpenti. Da venerdì 19 più di 700 copie di «Natale in India», costato circa 14 milioni di euro, inonderà altrettante sale della Penisola. Dopo gli strepitosi incassi al box office di «Natale in Egitto», che ha polverizzato record e concorrenza, la ditta Boldi-De Sica-Parenti ci riprova. Tra palazzi di marajà, tigri feroci e monasteri inviolati si snodano le avventure di un giudice corrotto (Massimo Boldi) ed un ingegnere corruttore (Christian De Sica), che scoprono di aver subito uno scambio di figli al momento della nascita. Nel cast anche i bravi e simpatici Enzo Salvi, i Fichi D'India, Biagio Izzo, ed ancora, Clarissa Burt, Giulia Montanarini, Paolo Conticini. Numerosi i camei, tra i quali Vanzina, Pingitore, il dj Albertino, Moira Orfei ed il figlio Stefano, il conduttore del tg1 Giorgino. Parenti, anche questa volta i critici davanti ai numeri dovranno abbassare la testa? «Vedremo. Abbiamo cercato di mantenere il sapore cambiando solo gli ingredienti, non è detto che il risultato possa essere quello dell'anno scorso. Il giudizio dei critici mi interessa poco, sono sempre molto prevenuti verso di noi. Non a tutti possono interessare i capolavori di Fassbinder o Lars von Trier. Noi accontentiamo un altro tipo di spettatore». Vi accusano di volgarità... «Non è vero. Se noi siamo volgari, "Casa Pappalardo" cos'è? Penso che la volgarità è quella che ci propina ogni giorno la televisione che entra nelle case senza alcun filtro. Chi viene al cinema invece deve prima pagare un biglietto». Sono in uscita parecchie pellicole. Qual è l'avversario più temibile? «Il pubblico, senza non si va da nessuna parte. Per il resto bisogna vedere che film saranno. Salemme potrà trovare magari più spettatori nel Centro-Sud». Che tipo di India avete rappresentato? «Quella turistica, fatta di canzoni, bellezze locali, mercati artigianali, splendide regie. Ogni giorno sul set avevamo con noi un funzionario governativo che controllava le scene. Dovevamo attenerci alla sceneggiatura che avevamo presentato, altrimenti non ci dava il visto per far uscire la pellicola girata dal Paese». Destinato a dirigere solo film natalizi? «No. A marzo inizio le riprese di «Amici miei '400» una sorta di prequel del film di Monicelli ambientato nel 1400 con Proietti, Zingaretti,Panariello, Ceccherini».

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