Bruciano incensi e spezie: è il «must» del momento per gli appassionati del fitness
È questo il nuovo diktat del momento per gli amanti di fitness, palestra e cultura fisica. L'estate è passata lasciando ombre indelebili sull'orgoglio dei molti afflitti da maniglie dell'amore, rotoletto addominale o adipe incalzante. La promessa è: «Quest'inverno mi rimetto a nuovo». E, una volta superato lo scoglio del «comincio lunedì», si tratterà solo di scegliere l'attività più adatta al proprio fisico, la palestra più comoda (cosa da non sottovalutare) e preparare la borsa: ricordandosi di metterci dentro «tutto» l'occorrente. Poi, via a diete forsennate e lezioni da cardiopalmo, all'insegna del «più sudi, più fa bene». Ma è veramente così? Non proprio, o almeno gli ultimi input degli addetti ai lavori, che spostano poi più o meno le scelte dei neo-atleti, dicono tutt'altro. La tendenza generale strizza sempre più l'occhio all'Oriente, gli irriducibili dello spinning vengono assaliti da crisi mistiche e le palestre si popolano, rigorosamente a lume di candela, di amanti della distensione, della coscienza corporea e dell'autocontrollo. Yoga? Non proprio, ma qualcosa che ci si avvicina molto, un punto d'incontro tra il classico spinning e le discipline olistiche che ormai di sconosciuto hanno sempre meno. Tutto qui? No, perché a far da contorno c'è l'aroma-terapia, perché oltre all'occhio, anche il naso vuole la sua. Incensi e spezie rare bruciacchiano all'interno di piccole ampolle diffondendo per le sale profumi e aromi d'altri luoghi. Cambiano quindi i contesti, ma anche i concetti di base. Basta con i fisici «pompati» dalle grandi fasce muscolari e via alla ricerca di corpi asciutti, senza grasso, e sempre più definiti. Il concetto è «scarico», esercizi che aiutino a espellere non solo le tossine e i grassi, ma anche lo stress accumulato durante le interminabili giornate di lavoro intrappolati all'interno di uffici sempre più piccoli. Ma come si fa a non sbagliare qualcosa, quando ti avvicini a discipline così innovative? Nessun problema, resiste infatti, oltre all'istruttore che s'aggira premuroso per le sale della palestra, la figura del personal trainer. Anzi, c'è di nuovo un boom delle rischieste e i Vip dello spettacolo, anche in questo, continuano a fare da apripista. Certo, avere un personal trainer non è da tutti, per tempo e costi: non da sottovalutare (costa da 40 euro l'ora in su). Ma per apparire e riuscire nella «trasformazione» cosa c'è di meglio di un allenatore tutto per se. E funziona, perché con l'istruttore personale cambia tutto: gli esercizi sono costantemente sotto controllo, lo sforzo è ottimizzato e, soprattutto, non si può «barare». La dieta? Anche per quella ci sono infinite novità in arrivo e anche lì interviene il personal trainer. Perché ognuno ha il suo sistema d'alimentazione e non tutti i rispondono alla stessa maniera agli input alimentari o alle inevitabili ristrettezze culinarie. Anzi, c'è chi va in palestra, suda tutto il giorno, sei giorni a settimana, proprio per potersi concedere una fetta di torta in più.
Dai blog
Fenomeno Anna, la rapper dei record cala un altro asso
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo