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Riscoperto nel secondo millennio

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È questo il titolo del convegno che si svolgerà domani presso la università Luiss «Guido Carli» (via Pola 12), nella Sala delle Colonne, a partire dalle 9,15. Ad aprire i lavori sarà Lorenzo Infantino, organizzatore dell'evento, con una relazione su «Ludwig von Mises e le scienze sociali del XX secolo». Seguiranno Stefano Monti Bragadin («La ricezione dell'opera di Mises in Italia»), Marco Bassani («Mises negli Stati Uniti d'America») ed Enrico Colombatto («Mises e la teoria austriaca del ciclo economico»). Quest'ultimo sarà commentato da Daniela Di Cagno e Massimilano Neri. Dopo un'interruzione per il pranzo, i lavori riprenderanno alle 15 con Dario Antiseri («Mises e il mestiere dello scienziato sociale»), con un intervento di Enzo di Nuoscio. Carlo Lottieri parlerà su «Mises e Leoni», commentato da Raffaele De Mucci e Antonio Masala, mentre Nicola Iannello affronterà «Lo stato onnipotente» (commentato da Alessandro Vitale e Carlo Stagnaro). Interverrà poi Raimondo Cubeddu («Mises nell'orizzonte della Scuola Austriaca di Economia»). Chiuderà Sergio Ricossa, il più prestigioso degli studiosi italiani di orientamento liberale. Si tratta di un evento importante, perché segna la centralità di questo geniale e solitario economista nella travagliata storia del Novecento. Una centralità spesso implicitamente negata o apertamente rifiutata: eppure, fu Mises a predire il collasso del socialismo. E fu lui a individuare nel nazismo il gemello del comunismo, e nell'interventismo statale il padre di entrambi.

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