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Coronavirus, l'improvvisazione al potere. Ognuno decide per conto suo

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In un mese venticinque ordinanze dalle tante, troppe autorità

Fernando M. Magliaro
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Venticinque documenti, fra circolari e ordinanze, la cui lettura testimonia quanto meno la sorpresa del Governo di fronte all'evolversi della crisi dovuta al Coronvirus. E, al netto delle polemiche politiche, l'analisi delle carte dimostra come, in appena un mese di tempo, la situazione sia totalmente sfuggita di mano alle autorità. Andiamo per ordine.  TROPPE AUTORITÀ A DECIDERE Ci sono tante, forse troppe, autorità a decidere. I file in possesso de Il Tempo sono del Ministero della Salute, sotto forma di Ordinanze o di Circolari; del Centro Nazionale Sangue e del Centro Nazionale Trapianti come circolari. Poi, dalla Protezione civile, sia come Ordinanze del Capo del Dipartimento che come Decreti. Infine, anche la Provincia Autonoma di Trento - per Statuto, l'autonomia della Provincia si esplicita sulle funzioni di Protezione Civile - ha detto la sua con un'ordinanza del presidente, Maurizio Fugatti. Un coacervo di istruzioni che vengono diramate da più soggetti e indirizzate ai Ministeri, agli Assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province Autonome; alle varie Federazioni dei Medici, dei Farmacisti, degli Infermieri, Ostetrici; all'Istituto Superiore di Sanità, ai Carabinieri, all'Istituto Nazionale per le Malattie infettive, Lazzaro Spallanzani.  IL DIARIO DELLA CRISI Anche l'analisi delle date evidenzia come, giorno dopo giorno, il Governo sia stato travolto dagli eventi: si parte il 22 gennaio con una prima circolare, molto anonima, in cui si parla del Coronavirus in modo approssimativo. Poi, altra circolare il 24, due giorni dopo la prima, con cui si danno istruzioni ai comandanti dei voli per i comportamenti da tenere in casi sospetti. Giorno successivo: il Ministero della Salute viene autorizzato ad assumere per 90 giorni 76 medici che devono servire a coprire il numero informativo 1500 e i controlli a Fiumicino e Malpensa. Spesa, 2,1 milioni di euro. Passano altri due giorni e, il 27, il Ministero rielabora le istruzioni per la definizione delle segnalazioni di casi sospetti. Ma siamo ancora molto sul generico. Però qualcosa inizia a muoversi: stesso giorno e il Ministero della Salute ordina il divieto di atterraggio dei voli provenienti dalla Cina negli aeroporti di Ciampino, Roma Urbe (dall'epoca del Duce i voli di linea non atterravano all'Urbe) Perugia, Ancona e Pescara. Tutti questi voli vengono dirottati su Fiumicino dove le ordinanze dei giorni precedenti hanno istituito una sorta di check Point medico. Altri tre giorni e si stringono ancora di più le maglie: divieto generale di atterraggio dei voli diretti provenienti dalla Cina. Il 31 gennaio, si registrano tre circolari. Il Centro Nazionale Sangue spiega che, pur in assenza di «documentate trasmissioni» del Coronavirus «mediante la trasfusione» del sangue, vengono rafforzate tutte le misure di sorveglianza e di sospensione di donatori rientranti dalla Cina (per 21 giorni) o, per 28 giorni, in caso di positività al virus... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI

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