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Chiusa l'inchiesta per riciclaggio, Fini verso il processo

L'ex leader di An commenta: "Accuse infondate, attendo fiducioso i giudici "

Davide Di Santo
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"Spero ovviamente che accada in tempi brevi, ma attendo comunque con fiducia che la magistratura accerti l'infondatezza delle accuse ipotizzate a mio carico". Lo afferma l'ex presidente della Camera Gianfranco Fini dopo che la Procura di Roma ha chiuso l'inchiesta per riciclaggio che lo ha coinvolto notificandone alle parti l'avviso, passo che, di solito, anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.   L'inchiesta per riciclaggio ha coinvolto l'ex leader di An Gianfranco Fini, la sua compagna Elisabetta Tulliani, gli altri familiari di quest'ultima (dal fratello Giancarlo, latitante a Dubai, al padre Sergio) e l'imprenditore dei videogiochi Francesco Corallo. Il procuratore aggiunto Michele Prestipino e il pm Barbara Sargenti hanno provveduto a notificare l'avviso di conclusione delle indagini alle parti interessate, passo che anticipa di solito la richiesta di rinvio a giudizio. Gli accertamenti hanno riguardato principalmente l'appartamento di Montecarlo (che una contessa aveva lasciato in eredità ad An) che Giancarlo Tulliani - secondo i magistrati - acquistò con i soldi di Corallo attraverso la creazione di due società off-shore, la Printemps e la Timara: poco più di 300mila euro nel 2008 quando la cessione dell'immobile nel 2015 fruttò un milione e 360mila dollari. Un'operazione di compravendita che Fini avrebbe autorizzato senza sapere (così si è giustificato davanti ai pm quando venne interrogato) che dietro c'era suo cognato. 

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