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Il Santuario di Medjugorje "commissariato" da Papa Francesco

Katia Perrini
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Un inviato speciale di Papa Francesco guiderà il Santuario di Medjugorje. Una decisione, ha precisato il portavoce vaticano Greg Burke, che "non entra nel merito delle apparizioni mariane, che sono uma questione dottrinale di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che le sta ancora studiando. L'inviato, invece, dovrà occuparsi della vita liturgia e sacramentale del Santuario, cioè degli aspetti pastorali. Una decisione dunque "più pro che contro". L'inviato è il vescovo polacco monsignor Henryk Hoser. "La sua missione - sottolinea il bollettino vaticano che annuncia la nomina - ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale". «Ho sempre servito la Chiesa, e così anche questa volta ho accettato la non facile missione a Medjugorje», ha detto monsignor Hoser, fino a ieri arcivescovo di Varsavia Praga ricordando di avere svolto compiti simili in diversi Paesi africani.  Le presunte apparizioni della Vergine a Medjugorje sono iniziate nel 1981 e durano fino ad oggi, anche nei siti diversi, poiché sono legate al gruppo dei veggenti e non ad un luogo preciso e definito. Nel 1991 l'episcopato dell'ex Jugoslavia dichiarò di non poter confermare il carattere soprannaturale delle visioni. A gennaio del 2014 terminarono i lavori della Commissione internazionale presieduta dal cardinale Camillo Ruini che ha stilato il rapporto su Medjugorje in base al quale la Congregazione per la Dottrina della Fede pronuncerà il suo parere definitivo. La missione dell'inviato polacco dovrebbe terminare il mandato entro l'estate prossima, come ha fatto sapere il Vaticano. Sull'argomento è intervenuto il giornalista Paolo Brosio, devotissimo alla Madonna. Medjugorje verrà riconosciuta «santuario a tutti gli effetti» e l'inviato polacco mandato dal Papa «non potrà che dare indicazioni positive al Papa» in tal senso, dice Brosio commentando positivamente la nuova iniziativa del Pontefice. «La cosa che colpisce - osserva Brosio, autore di numerose pubblicazioni sul tema tra le quali Misteri di Maria (Piemme edizioni) - è la scelta del Papa di mandare un inviato l'11 febbraio, esattamente il giorno in cui si ricorda la Madonna di Lourdes alla quale era devotissimo papa Wojtyla, che avrebbe voluto andare a Medjugorje a confessare». Brosio pensa che «non si entrerà nel merito delle apparizioni mariane ma che Medjugorje, alla quale manca una guida pastorale da quarant'anni, verrà riconosciuta santuario. Come Loreto e Pompei, una delegazione pontificia sotto il controllo del Vaticano. Il Papa sa benissimo che a Medjugorje c'è una mancanza totale di un pastore che possa seguire l'attività dei francescani e dei veggenti e dei pellegrini. C'è un enorme vuoto pastorale e l'inviato di Francesco ridarà alla cittadina bosniaca un pastore dopo quarant'anni». A modo di vedere di Brosio, la nuova iniziativa del Papa rappresenta «il primo passo per staccare Medjugorje da Mostar dove si trova un vescovo che fa da guida pastorale solo ai centomila residenti e non ai due milioni di pellegrini arrivati per visitare i luoghi delle apparizioni». Brosio insiste sul «grande vuoto pastorale che da troppo tempo c'è nella cittadina bosniaca. Un vescovo - sottolinea - dovrebbe essere guida spirituale di tutti, non solo dei residenti. Quel che non accade a Medjugorje». Da qui la chiave di lettura positiva di Paolo Brosio a proposito dell'improvvisa decisione del Pontefice: «L'inviato polacco potrà soltanto dare indicazioni positive a Bergoglio. E non dimentichiamo che il cardinale Ruini finì in maniera positiva i lavori della commissione d'inchiesta da lui guidata dicendo che i primi mesi delle apparizioni sono verosimili». Brosio evidenzia inoltre un'altra circostanza: «Il 25 luglio del 1981, l'allora vescovo di Mostar Pavao Zanic durante la festa del patrono san Giacomo, in occasione delle cresime dei ragazzi di Medjugorie disse: "i bambini non possono mentire, i bambini hanno detto la verità" e paragonò poi questo fenomeno delle apparizioni, per la bontà della trasparenza di una testimonianza innocente, a Lourdes e a Fatima, salvo poi rimangiarsi tutto dopo che il 17 agosto 1981 la U.d.b.a , polizia segreta di Tito, circondò la chiesa, arrestò sette frati francescani e condannò a tre anni di reclusione nel carcere duro di Foca il parroco Jozo Zovko, picchiandolo a sangue. Padre Jozo sopportò il carcere duro, le torture e non rinnegò mai la fede cristiana nè di avere visto lui stesso la Madonna in chiesa. Ancora oggi Jozo è in punizione e non può tornare a casa sua. Oggi si trova in un convento di frati a Zagabria».

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