Dopo una notte di interrogatori, la Squadra mobile di Palermo ha fermato nella notte dieci immigrati con l'accusa di omicidio, per la morte dei 52 migranti asfissiati nella stiva del barcone durante la traversata dalla Libia alla Sicilia. Ad accusarli sono una decina di testimoni, quasi tutti pakistani, ascoltati dai magistrati e dagli investigatori della sezione Omicidi della Squadra mobile di Palermo, guidata da Carmine Mosca. I testimoni hanno raccontato atrocità terribili, spiegando che nella stiva erano «almeno in duecento e l'altezza era di circa un metro e mezzo». «Non respiravamo e se chiedevamo un pò di aria - raccontano - ci minacciavano e ci picchiavano». La testimonianza Ha gli occhi sbarrati e lo sguardo perso nel vuoto. Continua a scuotere la testa ma non piange. È uno dei sopravvissuti nella stiva dell'orrore, sul barcone su cui sono morti 52 profughi, soprattutto pakistani, a raccontare quanto visto durante la traversata dalla Libia alla Sicilia. Il giovane pakistano ha perso il fratello e tre amici nella stiva. Ha parlato per ore con gli uomini della Squadra mobile e i tre magistrati che indagano sull'ennesima tragedia, venuti ieri sera al porto di Palermo. «Eravamo partiti dalla Libia con tante speranze - racconta il giovane ancora visibilmente scosso - Ma non immaginavamo che nella stiva facessero entrare più di duecento persone. Non riuscivamo a muoverci, a respirare. Mio fratello ha chiesto aiuto ma non è stato ascoltato. È morto accanto a me, senza più ossigeno. È stato terribile». Sono dodici i testimoni ascoltati fino a tarda notte da magistrati e forze dell'ordine. Sono stati accompagnati in Questura a bordo di un pulmino. I loro visi sono stravolti. «Potevamo essere noi le vittime - continuano a ripetere - morivano come i topi e non ci facevano uscire, minacciati con le armi» Due naufragi in Libia, si temono centinaia di morti Due barconi che trasportavano poco meno di 500 migranti si sono ribaltati in mare al largo della città libica di Zuwara e si teme un bilancio di centinaia di vittime. Lo riferiscono residenti e funzionari libici citati dalla Bbc. La prima imbarcazione, con a bordo una cinquantina di persone, ha inviato una richiesta di soccorso ieri, mentre la seconda, che trasportava almeno 400 passeggeri, ha inviato il suo Sos alcune ore più tardi. La Guardia costiera libica è riuscita a riportare a riva i corpi di 82 migranti deceduti nel naufragio. Lo riferisce la Bbc, che cita Ibrahim al-Attoushi, funzionario della Croce Rossa. Secondo la stessa fonte, altre 198 persone sono state messe in salvo, mentre almeno un centinaio risultano disperse. In precedenza, fonti del "Guardian" parlavano della individuazione in mare di circa 200 cadaveri, una quarantina incastrati in una delle due imbarcazioni, un piccolo peschereccio, e altri 160 che galleggiavano sul mare. Il Guardian spiegava che non tutti i corpi sono stati portati a riva, a causa della scarsezza di mezzi della Guardia costiera locale. Tra le vittime si conterebbero cittadini della Siria, del Bangladesh e di diversi paesi sub-sahariani. La notizia, tuttavia, non può essere per ora verificata da fonti ufficiali.
Immigrati morti in stiva, dieci arresti per omicidio
Accusati dai testimoni arrivati ieri sera a Palermo con oltre 500 profughi a bordo. I racconti dei sopravvissuti picchiati e minacciati: "Ho perso mio fratello, non riuscivamo a respirare"
