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Attualità

A Roma spettavano 250 profughi. Il Comune ne ha voluti più di 2.500

In un anno triplicati i richiedenti asilo La distribuzione Regione per Regione

Sono 61.536 i migranti a oggi ospitati nei centri d’accoglienza per rifugiati politici (Cara, strutture temporanee, progetti Sprar) di tutta Italia. E nell’ultimo anno le richieste di asilo politico sono addirittura triplicate, passando dalle 17.387 domande del 2013 alle 44.040 del 2014 (periodo gennaio-settembre). I dati del ministero dell’Interno, incrociati con quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, fotografano la situazione dell’accoglienza nel nostro Paese e la modifica radicale del quadro in quest’ultimo anno. La maggior parte delle persone che hanno chiesto asilo in Italia proviene dal Mali (7.735), dalla Nigeria (6.815), dal Gambia (5.809), quindi dal Pakistan (5.070), dal Senegal (3.094) e dall’Afghanistan (2.162). I dati dei richiedenti asilo, però, non combaciano con quelli relativi agli sbarchi. L’Unchr ha stimato che nel 2014, sono arrivati sulle coste italiane più di 140.000 persone. Di questi, sono arrivati in Italia ben 18.000 minori, di cui circa 10.000 non accompagnati. La Sicilia, come intuibile, è la regione che ospita il maggior numero di rifugiati, «vincendo» per distacco con le sue 14.719 presenze, il 23% rispetto al resto d’Italia. Al secondo posto c’è il Lazio che ospita 7.822 rifugiati politici (13%). Questo anche perché il Comune di Roma, nell’ambito del bando Sprar, ha deciso di chiedere al Viminale di ospitare più migranti rispetto ai criteri di ripartizione territoriale. Per le città con più di due milioni di abitanti, il tetto previsto è di 250 posti, la Capitale invece ne ha messi a disposizione 2.581, più altri 516 se ce ne fosse ancora bisogno. Torino ne conta solo 233, Milano 142, Firenze 65. Intorno all’accoglienza si è creato un vero e proprio business. Il costo giornaliero per persona ospitata (inclusivi di tutto, abbigliamento, pocket money di 2,50 euro, schede telefoniche) è di 35 euro, di cui solo 7 euro elargiti dalle coop. Ministero e Europa ci mettono 35,7 milioni ogni anno, mentre una quota, 7,2 milioni, dovrebbe arrivare «dal territorio». «L’assistenza ai rifugiati - spiega Santino Severoni, Coordinatore per la Salute Pubblica e la Migrazione dell’Ufficio Europeo dell’Oms - non è una decisione estemporanea di una data amministrazione, ma è un impegno internazionale che l’Italia ha assunto rendendo esecutiva la Convenzione di Ginevra». I minori, «anche se entrati clandestinamente, sono titolari di tutti i diritti garantiti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989».

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