Il «protettore» Mirko Ieni e lo «spacciatore» Marco Galluzzo non convincono la Procura. La loro versione dei fatti sul giro di baby-prostitute, ieri fornita ai carabinieri del Nucleo investigativo, ha aggravato le rispettive posizioni. Questo è il quadro che emerge all’indomani dell’interrogatorio dei due indagati nella vasta inchiesta sulla prostituzione minorile, che si annuncia esplosiva. Entrambi sono accusati di aver favorito e sfruttato i rapporti sessuali delle due liceali di 15 e 14 anni, oltre che aver ceduto dosi di cocaina. Con loro sono iscritti nel registro degli indagati anche Nunzio Pizzacalla, Riccardo Sbarra, Michael Mario De Quattro, F.F., G.S. e la mamma della 14enne. L’inchiesta, nata ad agosto scorso su denuncia dell’altra mamma, presto potrebbe contare nuovi indagati. Ma non solo, perché nuovi sviluppi potrebbero giungere dall’analisi di smartphone e computer. Secondo indiscrezioni, gli investigatori avrebbero già individuato almeno altre cinque ragazzine che sarebbero state contattate. Tuttavia non è chiaro se ci sia stato un tentativo di istigazione alla prostituzione, reato di cui è accusata la liceale di 15 anni. È quanto emerge anche dal riconoscimento fotografico fatto dalla ragazzina il 28 ottobre scorso, in cui dopo alcune rivelazioni sull’istigazione alla prostituzione fatta all’amichetta più piccola, il pm dispose la sua «iscrizione nel registro degli indagati». Al momento, comunque, l’inchiesta ruota attorno ai due veri «dominus» del giro: Ieni e Pizzacalla che, autonomamente e in periodi diversi, si sarebbero serviti delle due baby-squillo per implementare il business. Così, sono emersi lo «sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione», la «produzione di materiale pedopornografico ritraente le stesse minori» e numerosi «compimenti di atti sessuali» con le liceali da parte di svariati clienti che, al momento, sono in corso di individuazione. Difatti, l’inchiesta che ha portato gli arresti è sostanzialmente durata tre settimane. Gli investigatori, quindi, non escludono che a breve ci potranno essere ulteriori sviluppi sul fronte clienti. Il quadro emerge dagli sms e telefonate che avrebbe ricevuto non solo i due presunti «papponi», Ieni e Pizzicalla, ma anche le ragazzine. L’indagine ha svelato come entrambe le minori erano riuscite ad organizzare autonomamente il business della prostituzione, inserendo sul sito internet «Bakecaincontri» i propri numeri di cellulare e fissando incontri sessuali con diversi uomini. Un altro filone dell’inchiesta che potrebbe riservare sorprese, infine, è quello relativo alla droga. Dagli interrogatori, infatti, emerge che ci sarebbe un terzo soggetto che avrebbe fornito la cocaina a Galluzzo, il quale poi l’avrebbe ceduta alle ragazzine.
Caccia a chi ha dato droga al fornitore delle baby-squillo
Ivan Cimarrusti Il «protettore» Mirko Ieni e lo «spacciatore» Marco Galluzzo non convincono la Procura. La loro versione dei fatti sul giro di baby-prostitute, ieri fornita ai carabinieri del...
