La Lazio si rialza dopo la disfatta di San Siro, rifila tre gol al Bologna dell’amatissimo Mihajlovic e resta al sesto posto in classifica con vista sulla zona Champions. Anche stavolta, come a Firenze, finisce 3-0 a conferma che, negli ultimi due mesi sono più frequenti, le vittorie che le cadute, almeno in campionato (una sconfitta, solo contro l’Inter in trasferta nelle ultime otto). La Lazio non subisce gol da quattro partite nelle quali ha conquistato dieci punti segnando nove reti (52 totali, secondo miglior attacco dietro all’Inter), è sicuramente migliorata negli ultimi tempi ma non ha ancora trovato quell’equilibrio necessario per sognare la zona Champions.
Contro il Bologna, primo tempo di controllo, ripresa da applausi con trame di gioco straordinarie che hanno fatto tornare il sorriso ai ventimila spettatori dell’Olimpico (presenti tanti bambini con i prezzi popolari). Apre Immobile su rigore concesso per una smanacciata dell’ingenuo Soumaoro su Zaccagni: Piccinini fischia deciso e il Var Orsato non interviene ma il difensore del Bologna aveva anticipato l’attaccante laziale e ha rifilato il colpo all’avversario lontano con un gesto insensato. Rigore che nella dinamica si può dare anche se molto discutibile e che sicuramente ha agevolato lo show laziale. Ciro si è messo al servizio dei compagni dopo il colpo rimediato a San Siro ed è riuscito a essere decisivo, seppure in condizioni precarie. Incassato lo svantaggio il Bologna è rimasto rintanato: col nuovo modulo il gruppo di Sinisa è più equilibrato dietro ma ha smarrito la capacità di attaccare che aveva portato buoni risultati (occhio a non essere risucchiati nella lotta per la salvezza).
In avvio di ripresa subito Karius e soprattutto Barrow in campo con l’occasione di Arnautovic, bravo Strakosha, poi solo Lazio. Possesso palla, sarrismo, sfida gestita da Luis Alberto (ammonito salta Udine per squalifica insieme con Leiva), Pedro e un super Zaccagni autore di due reti la prima su assist del mago, la seconda su rifornimento dello straripante Lazzari: 3-0, gara chiusa tra i cori i contestazione contro la società, Lotito e Tare bersagliati da insulti di ogni tipo. Entrano Anderson, Cataldi, Basic, Raul Moro e Radu, Mihajlovic inserisce anche Bonifazi, Aebischer e Vignato ma la partita è sfuggita via ormai. Si fa male Lazzari ed è un vero peccato perché finalmente aveva trovato il posto da titolare, la Lazio chiude in dieci ma porta a casa tre punti che danno un seguito al blitz di Firenze. Ora due trasferte per valutare i progressi, migliorare i difetti: a Oporto e Udine si attendono risposte definitive da un gruppo che ha ancora troppi alti e bassi per poter sognare in grande.
