Lotito frena ma la Lazio ha bisogno del suo presidente per sbloccare l’indice di liquidità come era già successo ad agosto. Già, perché tra poco più di due settimane, si apre il mercato e Sarri chiede rinforzi. L’altra sera, però, il numero uno biancoceleste ha ritirato il Leone d’Oro a Venezia e ha ribadito il suo pragmatismo: «I conti devono essere la prima cosa. A qualsiasi costo, anche di non vincere». Non proprio una frase che avrà fatto saltare i tifosi della Lazio dal divano dove sono sempre più spesso posizionati, ma di certo è necessario qualche intervento per aiutare il tecnico nella difficile costruzione della nuova creatura. Ieri l’ennesimo elemento che fa riflettere e deve spingere alla ricerca immediata di ritocchi di qualità: Luis Alberto ha scelto di non rischiare, si è arreso al primo dolorino (altro che capitan Immobile)a conferma che il progetto di Sarri non lo affascina, tanto per usare un eufemismo. E così nella trasferta di Reggio Emilia, già complicata per il valore del Sassuolo, il centrocampo sarà formato da Akpa Akpro, sparito dai radar da un mesetto, Cataldi e Basic, anche per colpa della pesante squalifica di Milinkovic. Tanto basta a capire che, oltre al difensore e all’attaccante che dovrà compensare la partenza (si spera) di Muriqi, bisognerà intervenire anche in mezzo al campo. Soprattutto se lo spagnolo confermasse la volontà più volte espressa in estate, con tanto di arrivo ritardato nel ritiro di Auronzo di Cadore, di voler andare via. Sicuramente il nuovo ruolo che gli ha cucito addosso Sarri non lo fa impazzire ma la resa al primo dolorino al flessore non è un bel segnale per il futuro del Mago. Non servono mezze figure, c’è bisogno di giocatori veri per provare a riprendersi l’Europa che si sta pericolosamente allontanando anche per gli ottimi risultati delle dirette concorrenti. Sarri li chiede, Lotito e Tare devono inventarsi qualcosa

Alla Lazio servono rinforzi di qualità
Lotito: i conti devono essere la prima cosa. Ma Sarri si aspetta due acquisti