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LOTTA CHAMPIONS

Napoli e Di Bello: Lazio ko

L'arbitro indirizza la partita con errori clamorosi, poi la banda Inzaghi crolla sotto i colpi di Insigne e Mertens

Ancora lui. Di Bello da Brindisi, protagonista al Var con Giacomelli di un Lazio-Torino (11 dicembre del 2017), decide di non permettere ai biancocelesti di lottare fino alla fine per la Champions League. Come trasformare un rigore a favore di Lazzari in uno per il Napoli dopo sei minuti e indirizzare una sfida che poteva essere molto più equilibrata. Altri potenziali 30-35 milioni in fumo, a meno di miracoli, il presidente Lotito avrà di che lamentarsi. Anche perché in tutti i confronti diretti in trasferta con Inter, Milan, Juve e ora Napoli, sempre un rigore contro, almeno tre molto dubbi se non inesistenti. Sarà solo un caso?

Niente da fare per Inzaghi costretto a vedere per la terza volta la sua creatura dalla televisione di casa per colpa del Covid. Farris in panchina sceglie la stessa squadra che ha battuto a fatica il Benevento dopo i recuperi di Leiva e Luis Alberto che erano rimasti in dubbio fino all’ultimo. Davanti coppia Immobile-Correa con Marusic che rimane nei tre di difesa. Gattuso ne cambia tre rispetto al pari contro la capolista Inter: dentro Hysaj, Bakayoko e Mertens, quest’ultimo preferito inizialmente a Osimhen. Bastano quattro minuti all’arbitro Di Bello per bissare la sconclusionata direzione di Milano di dicembre.. Anche stavolta pochi secondi e rigore per gli azzurri come era successo col Milan: tutto comico. Angolo per il Napoli, Milinkovic con la punta del piede anticipa Manolas che stramazza al suolo ingigantendo il colpo subito in faccia dopo il rinvio di Sergej. La Lazio riparte, fallo in area di Hysaj su Lazzari e tutti i laziali fermi a protestare. Il guizzo di genio di Irrati al Var che richiama Di Bello e fa assegnare il penalty ai padroni di casa. Insigne trasforma l’1-0 che indirizza in modo decisivo la sfida grazie ai disastri dei soliti noti. Il raddoppio in contropiede, dopo pochi minuti, è figlio dell’errore iniziale degli arbitri. Insigne, pesca Mertens che si porta avanti il pallone con la mano (dov'era il Var Irrati stavolta), assist per Politano che infila Reina sul primo palo. Lazio tramortita ma reagisce e colpisce il palo con Correa: non è serata, nonostante i biancocelesti ci provino ma il giallo sul rigore a Milinkovic e quello di Leiva limitano le capacità di fare filtro. Dall’altra parte Manolas e Fabian Ruiz finiscono sul taccuino dell’arbitro con Mertens che azzoppa Immobile che aveva subito un netto fallo da rigore da parte di Politano, naturalmente ignorato dall’arbitro.

Ripresa con la Lazio che ci prova, il Napoli si affida alle ripartenze. Letale con ancora Insigne che fa 3-0 con una magia per chiudere una partita finita con quella maledetta azione iniziale. Poi solo cambi: Cataldi, Lulic e Pereira per Leiva, Fares e Luis Alberto, Mertens griffa un poker che umilia una squadra distrutta da quell’episodio di inizio gara. Immobile salva (rete numero 152) l’onore sull’assist di Pereira e, poco dopo, Gattuso inserisce Osimhen e Lozano prima che Milinkovic su punizione realizzi l’ottavo gol in campionato segnando il 4-2. Osimhen cala la cinquina con l’ennesima rete sul palo di Reina e chiude la gara sul sussulto d’orgoglio dei biancocelesti.

Ora lunedì il Milan ma la Champions è troppo lontana anche se la Lazio deve recuperare la partita contro il Torino.

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