Niente miracoli, il Bayern Monaco campione di tutto passeggia all'Olimpico, la Lazio subisce una lezione pesante nel gioco e nel punteggio. L'andata degli ottavi di finale di Champions, una sfida sognata e attesa per un decennio finisce 1-4, del resto il sorteggio era già stata una sentenza. Gara senza storia, troppo diversi i valori in campo, la Lazio non ha potuto opporre una resistenza. Inzaghi si affida agli stessi giocatori schierati inizialmente sabato in campionato con la sola eccezione di Lazzari al posto di Lulic. Il pluridecorato in Champions Reina guida la difesa formata da Patric, Acerbi e Musacchio (pesanti le assenze di Luiz Felipe e Radu, saranno devastanti), a centrocampo solito terzetto con Milinkovic, Leiva e Luis Alberto. In attacco coppia Correa-Immobile: Ciro si confronta con Lewandowski, battuto la scorsa estate nella corsa alla Scarpa d'Oro.
Bayern senza Muller, Gnabry, Tolisso, Douglas Costa e Pavard ma con una formazione lo stesso di fenomeni. Recuperano Boateng, Goretzka e Kimmich, il tridente offensivo Sane, Lewandowski e Coman, osservato speciale della rabberciata difesa della Lazio, in rifinitura c'è l'inglesino Musiala, 18 anni da compiere venerdì.
Si parte e bastano dodici secondi per capire che sarà poco più di allenamento per il gigante tedesco: Lazzari calcia un innocuo pallone in angolo senza pressione avversaria. La squadra di Inzaghi è terrorizzata. Non c'è partita, mai esistita, se poi ci mettono del loro anche i giocatori di Inzaghi, il risultato finale è scontato. Al 9' Musacchio sbaglia un elementare passaggio indietro, Lewandowski sfrutta il regalo e deposita in porta. La Lazio abbozza una reazione, l'arbitro israeliano Grienfeeld non vede un tocco sospetto di Boateng su Milinkovic. Rigore negato ma poca resistenza dei biancocelesti che subiscono il raddoppio dal talentino Musiala e il tris da Sane bravo a sfruttare una corta respinta di Reina dopo un'azione partita da uno svarione di Patric e Leiva con Acerbi dribblato senza problemi da Coman. Immobile è sfortunato da ottima posizione e trova la deviazione fortuita di Boateng, poi la fine di un primo tempo di dominio rosso con tanto di sostituzione dello stralunato Musacchio con Lulic (Marusic scala centrale).
Ripresa si apre con l'autorete di Acerbi e la rete di Correa che almeno salva l'onore. Poi la girandola di cambi, dentro Hoedt, Escalante, Cataldi e Akpa Akpro per provare a limitare i danni. Ora testa al Bologna con la certezza di non trovare il carrarmato tedesco almeno fino al 17 marzo per il ritorno. In campionato c'è una Champions da riconquistare.
