Sanremo 2026, sorpresa Sayf: brividi in classifica per l'ultimo televoto
Diciamoci la verità: la vera sorpresa di Sanremo 2026 è stato l'exploit di Sayf, arrivato al secondo posto a un soffio dal vincitore Sal Da Vinci. E pensare che l’ultimo televoto sulla cinquina finale sorrideva proprio al rapper ligure. Ma il tesoretto accumulato dal cantante napoletano nelle serate precedenti era ormai troppo ampio e il risultato non è cambiato. Nonostante Sal Da Vinci avesse la canzone più nazional-popolare, la sua vittoria è stata decretata al fotofinish. Nella media finale delle 3 giurie, Sal aveva il 22,2% delle preferenze ed era seguito a un soffio da Sayf col 21.9%. Un vantaggio di appena 0,3%. Rapporto di forza invertito nell'ultimo televoto per la cinquina finale che, invece, ha premiato il rapper. Nell'ultima classifica del pubblico a casa, Sayf era primo col 26,4% seguito da Sal Da Vinci fermo al 23,5%. E, in questi casi, 3 punti percentuali non sono pochi.
Sanremo era partito piano ma è cresciuto giorno dopo giorno. L’ultima edizione targata Carlo Conti era iniziata in salita ma, col passare delle serate, ha recuperato terreno. Fino alla finale di sabato quando 11 milioni di spettatori hanno portato lo share della total audience al 68,8%, superando la finale 2023, quella del 2022 e quella del 2021. L’anno scorso, invece, l’ascolto della finale fu di oltre 13 milioni di spettatori con il 73,1% di share. Gli ascolti televisivi hanno trainato anche la raccolta pubblicitaria che registra un record importante e addirittura un’inversione di tendenza rispetto al 2025. Il numero finale della raccolta pubblicitaria «è 72 milioni di euro, quindi cresciamo di oltre il 10% rispetto all’anno scorso - l’ha spiegato l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi - Non era banale, non è mai banale superarsi ma ancor di più in un momento in cui anche gli eventi internazionali non aiutano sicuramente l’economia. È stato un grandissimo risultato e non era scontato dopo le Olimpiadi. È stato veramente un grande febbraio per Rai Pubblicità ma penso che sia stato un grande febbraio per tutto il mercato. Penso che Sanremo abbia riaffermato la centralità di noi broadcaster nativi e penso che sia un grandissimo asset per il Paese, per la Rai ma anche per tutto il sistema radiotelevisivo italiano perché Sanremo fa bene a tutti. Chi lavora nel nostro mercato della pubblicità se non ha fatto Sanremo non ha fatto un pezzo importante. Questo evento non esiste da nessuna parte, non esiste né in termini di ascolti, di impatto sociale, di impatto culturale, per numeri: nessuno ha Sanremo. Abbiamo avuto tantissimi clienti internazionali che vengono e, quando vedono quello che succede in questa città e su questo palco, rimangono tutti assolutamente scioccati». ha concluso. «I risultati di questo show sono testimonianza di un Festival sano - così il direttore dell’Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore - Questo Sanremo si conferma un inizio. Un evento di una tale magnitudo che in Europa non c’è. Parliamo di share, di ascolti, di dati ma quello che resta è che sono dati esorbitanti per un evento di questo tipo».
Ma i temi del Festival appena concluso non finiscono qui. Sono gli stessi giornalisti accreditati all’Ariston a chiedere una modifica al regolamento. Perché coinvolgerli nella scelta del vincitore quando hanno già a disposizione ben due premi della critica («Mia Martini» e «Lucio Dalla») per esprimere le loro preferenze? Siamo certi che sarà questa la prima patata bollente da affrontare per il nuovo direttore artistico di Sanremo. A Stefano De Martino l’ardua sentenza.
Dai blog
Sorpresa Sayf: brividi in classifica per l'ultimo televoto
Sal Da Vinci: "Canto la mia promessa sul palco di Sanremo"
Patty Pravo: "La ragazza del Piper sono sempre io"