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Sting rinasce a 70 anni tra le vigne della Toscana

Carlo Antini
Carlo Antini

Testo e musica. Nato in Puglia vivo a Roma dalla scuola materna. La laurea a La Sapienza e la passione per il giornalismo mi hanno portato a Il Tempo

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Rockstar e vignaiolo. Poeta e agricoltore. Oggi Sting compie 70 anni ma se passaste dalle parti di Figline Valdarno fareste fatica a riconoscerlo. Vi imbattereste in un distinto signore con accento inglese intento a coltivare la terra e curare vigne e ulivi. Tutto testimoniato dai frequenti post sui social. Da anni Sting vive la sua seconda vita tra le dolci colline toscane a sud di Firenze. A fine anni ’90 la popstar di Newcastle e sua moglie Trudie Styler hanno acquistato la Tenuta «Il Palagio», un centinaio di ettari comprati per 3,5 milioni di euro dal duca Simone Velluti Zai. Progressivamente, però, si sono fatti prendere la mano e nel 2002 hanno comprato anche i beni confinanti dell’ex fattoria Serristori dove c’erano dieci case coloniche e altri 200 ettari tra vigne, uliveti, boschi e pascoli. Sting si è aggiudicato l’ex fattoria per 5,7 milioni diventando proprietario di un’intera collina di oltre 300 ettari complessivi.

È nata così l’azienda agricola «Il Palagio» che oggi produce quattro etichette di vini rossi, un bianco e un rosato che prendono il nome dai versi delle canzoni di Sting: «Message in a Bottle», «Sister Moon» e «When we dance». Altre etichette sono ispirate alla vita nella tenuta: «Beppe Rosato» (dedicata a un fattore) e «Casina delle vie» (dal nome di una guesthouse). Nella villa si producono anche l’olio biologico «Evo» e cinque tipologie di miele (acacia, castagno e melata). Poi verdure di campo e salumi di cinta senesi. «Questo posto mi dà l’ispirazione - ha detto Sting parlando della sua tenuta - Io scrivo musica e canto. Passeggio tra i boschi, penso e cammino. Faccio l’agricoltore e curo la terra per nutrirla e non per depredarla. E anche perché volevo nutrire la mia famiglia con prodotti genuini».
Sting trascorre gran parte dell’anno in Toscana con moglie, sei figli, un cane, un cavallo e una mountain bike con la quale va in paese dove ormai è considerato di casa. Due anni fa è diventato perfino cittadino onorario del Comune di Figline e Incisa Valdarno. E ai suoi concittadini ha rivolto parole di trasporto e vicinanza anche durante i mesi della pandemia. «Mi mancate tutti, mi manca il mio paese preferito, mi manca la mia bella casa - ha detto durante un collegamento social - Con voi mi sento a casa».

La tenuta comprende 5 guesthouse ma pernottare lì non è davvero per tutte le tasche. Di recente è stato messo all’asta un soggiorno di 3 giorni con incluso il «Gran Wine Tasting» per 12 persone. L’offerta «Experience Il Palagio with Trudie Styler, Sting and Riccardo Cotarella» è partita da una proposta d’acquisto di 48mila dollari ma i successivi rilanci hanno portato la cifra fino a 140mila dollari. Ma non preoccupatevi: il prezzo «ordinario» delle guesthouse è «solo» 7mila euro a settimana! Quest’anno, però, l’ex Police si è allargato ulteriormente e ha annunciato l’apertura della pizzeria «Il Palagio» dove, ça va sans dire, si cucina solo con farine e prodotti rigorosamente toscani.

E in un ex fienile non poteva mancare una sala di incisione dove la sera dell’11 settembre 2001 è stato registrato il dvd «All This time» con un gruppo di musicisti americani che, per tutto giorno, non erano riusciti a chiamare gli Usa dopo l’attacco alle Torri Gemelle. E sì perché, tra la vendemmia e la raccolta delle olive, Sting continua anche a fare la popstar. Non solo con i vecchi amici come Zucchero con cui ha recentemente inciso il brano «September». Non solo con i continui concerti organizzati a sorpresa per i pochi intimi de «Il Palagio» e postati regolarmente sui social. Ma anche come solista in giro per il mondo. Nel giorno del suo settantesimo compleanno uscirà il nuovo singolo «If it’s love» che farà da apripista all’album «The Bridge» atteso il 19 novembre. E, a fine ottobre, Sting volerà a Las Vegas dove sarà protagonista di due settimane di concerti al Caesars Palace. «Sognare fa bene perché, a forza di farlo, a volte i sogni si avverano: a me è successo. Sto ancora vivendo un sogno. Qualcuno, prima o poi, mi sveglierà». Non c’è dubbio che il Chianti fa bene anche a lui.
 

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