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Terrorismo, chi li finanzia: la mappa italiana dei fondi a rischio

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Foto: Ansa

Francesca Musacchio
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Circa mille associazioni culturali o religiose considerate potenzialmente esposte al rischio di abuso per finanziare il terrorismo. Ventuno enti selezionati dalla Guardia di Finanza entro febbraio 2025. Altri diciotto individuati entro giugno. Nove indagini avviate. Otto casi portati all'attenzione delle procure. Tre procedimenti aperti. Sono i dati contenuti nel Rapporto pubblicato ad aprile di quest'anno dal Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale (GAFI). Il documento, composto da 264 pagine, fotografa le misure in vigore durante la visita in Italia del team di valutazione, dal 23 giugno all'11 luglio 2025. In Italia esistono oltre 360 mila istituzioni senza scopo di lucro. Di queste, 25.666 rientrano nella definizione di organizzazione non profit adottata dal GAFI. Sono 17.129 enti religiosi, 4.479 organizzazioni attive nella cooperazione internazionale e nella solidarietà e 4.058 realtà impegnate nella filantropia e nel volontariato. Il primo gruppo a rischio comprende circa mille associazioni culturali o religiose — l'Analisi nazionale italiana parla più specificamente di associazioni di culto islamico — che possono organizzare raccolte occasionali anche in contanti. Il secondo gruppo è composto da 58 organizzazioni non profit della cooperazione allo sviluppo che operano in zone di conflitto oppure con beneficiari provenienti da quelle aree.

 

 

A restringere ulteriormente il campo provvede "Books, Money, Gun", l'Analisi operativa di rischio sviluppata dal Gruppo investigativo sul finanziamento del terrorismo del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza. Entro febbraio 2025 l'analisi aveva selezionato 21 enti, per ciascuno dei quali erano stati attribuiti punteggi relativi a 27 parametri. Gli accertamenti preliminari avevano portato all'apertura di nove indagini. Otto casi erano stati sottoposti alle procure competenti. Per tre erano stati avviati procedimenti. Il rapporto attribuisce a uno dei fascicoli l'ipotesi di addestramento ad attività con finalità di terrorismo. Per gli altri cita l'associazione con finalità di terrorismo e l'appropriazione indebita. Il monitoraggio non si è fermato ai primi 21 enti: entro giugno 2025 il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria ne aveva individuati altri 18.

 

 

Una delle fonti di "Books, Money, Gun" è costituita dalle segnalazioni di operazioni sospette, le SOS. Le SOS relative agli enti non profit erano 33 nel 2023, sono diventate 66 nel 2024 e 71 nel 2025. Alcune delle 66 SOS del 2024 erano collegate allo stesso nominativo inserito nelle liste antiterrorismo internazionali. Nel 2024 circa la metà delle segnalazioni riguardanti il non profit comprendeva operazioni in contanti, soprattutto versamenti qualificati come donazioni. Nel descrivere l'intero flusso delle segnalazioni sul finanziamento del terrorismo, la UIF rilevava come "ricorrente il contesto palestinese". Nello stesso anno l'Unità aveva ricevuto 62 richieste da omologhe strutture estere: il 42 per cento proveniva da Paesi dell'Ue e un terzo dalla sola unità israeliana, con informative su presunte attività di beneficenza utilizzate per trasferire fondi nelle aree del conflitto israelo-palestinese. Alcune segnalazioni del 2025 riguardavano donazioni presentate come umanitarie, raccolte attraverso piattaforme di crowdfunding o in criptoattività, con elementi tali da ipotizzare un impiego diverso dallo scopo dichiarato, con esposizioni indirette verso indirizzi associati a entità sottoposte a sanzioni internazionali.

 

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