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Roma, caldo e siccità. Riemersi dal Tevere resti di un antico ponte romano

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Sono giorni di grande caldo per le strade di Roma e il fiume Tevere non è mai stato così basso dal 2011. Il livello idrometrico è circa 15 centrimetri in meno rispetto alla media mensile dei mesi di agosto di dieci anni fa, secondo Associazione nazionale Consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue. Questo non indica una siccità del manto d'acqua che, sebbene anch'esso in affanno per via delle temperature infernali, ha comunque permesso di fare una scoperta sensazionale.

Il livello eccezionalmente basso, infatti, ha fatto riemergere nei pressi del Vaticano i resti di un antico ponte romano risalente probabilmente al regno dell'imperatore Nerone (54-68 d.C.). Situata vicino a Castel Sant'Angelo, la struttura permetteva un tempo alla Via Triumphalis di attraversare il fiume, collegando Roma all'area del papato oramai quasi 2.000 anni fa. Non è la prima volta che in estate, con il fiume Tevere in magra, riemergono i resti dei piloni del Pons Neronianus o ponte Trionfale, vicino al moderno ponte Vittorio Emanuele II.

Nell'incisione di Giuseppe Vasi 'Vestigie dell'antico Ponte Trionfale", metà del XVIII secolo, i resti dei piloni, che emergevano dall'acqua, sono più evidenti, e venivano utilizzati - spiega la pagina del Museo di Castel Sant'Angelo - per ormeggiare i mulini natanti che azionavano le loro macine sfruttando la corrente del Tevere, incanalata dai piloni. A fine Ottocento questi furono demoliti per rendere più navigabile il fiume e negli scavi dei primi Novecento per realizzare ponte Vittorio Emanuele II, vennero trovare le puntazze in ferro, tipo quelle di ponte Elio conservate a Castello, e le travi di legno conficcate ancora nel letto del fiume.

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