NoTav, "quasi tutti francesi" i 700 black bloc: il piano di guerra, le armi e i segnali in codice
Settecento black bloc, quasi tutti francesi, nascosti da kway neri, cappucci, maschere antigas e occhiali da piscina, attrezzatura in grado di vanificare gli effetti dei lacrimogeni. Appostati nella vegetazione della Val di Susa coperti da ombrelli neri per poi scattare e scatenare l'inferno contro la polizia in modo coordinato e studiato.
L'assalto NoTav al cantiere dell’Alta velocità a Chiomonte ha visto la partecipazione di professionisti della violenza di piazza provenienti dalla Francia ma anche dal territorio nazionale, qualcuno da Spagna e Germania.
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Una tattica che rende complicate le indagini, riporta il Corriere della sera, che e l’identificazione dei responsabili degli scontri che hanno provocato il ferimento di circa sessanta tra poliziotti e carabinieri.
Come ha agito il "blocco nero"? L'azione nel pomeriggio, quando il drappello ha guadagnato la testa della marcia per il Festival dell'alta felicità. Osannati dagli altri manifestanti, i "neri" hanno forzato le recinzioni del cantiere e tirato fuori scudi artigianali, pietre, fuochi d’artificio, molotov, attaccando le forze dell'ordine e incendiando quattro mezzi.
A dimostrazione di un coordinamento dei collettivi antagonisti c'è il modus operandi dei black bloc: nomi in codice, gesti, simboli fatti con il nastro adesivo sulle giacche per indicare i loro "ruoli" nella guerriglia.
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