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Meteo, le previsioni di Giuliacci. Dopo l'ondata di caldo? "Che estate ci aspetta"

Pina Sereni
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L'ondata di caldo africano che sta interessando l'Italia mostra i primi, timidi segnali di attenuazione. Secondo le previsioni meteo del colonnello Mario Giuliacci, nella giornata di martedì 23 giugno le temperature resteranno elevate su gran parte della Penisola, ma con valori leggermente inferiori rispetto ai picchi registrati nei giorni precedenti. Le massime, spiega l'esperto sul canale YouTube MeteoGiuliacci, saranno comprese tra i 33 e i 35 gradi in diverse aree del Paese, in particolare su Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Casertano, Foggiano e Materano. Temperature comunque molto elevate anche nell'entroterra della Sardegna, dove si raggiungeranno valori tra i 30 e i 33 gradi. Non mancheranno tuttavia fenomeni temporaleschi legati al forte riscaldamento diurno. Nel corso del pomeriggio sono attesi temporali di calore sulle Alpi, nell'entroterra ligure, nelle zone interne del Centro-Sud e nelle aree interne delle due Isole maggiori.

Estate 2026: le prospettive non rassicurano
Guardando oltre il breve termine, le proiezioni climatiche delineano uno scenario poco incoraggiante per il prosieguo della stagione estiva. Secondo l'analisi proposta da  Giuliacci, la statistica climatica degli ultimi anni evidenzia una tendenza sempre più marcata verso estati eccezionalmente calde. L'estate del 2003 resta ancora il riferimento storico come la più calda mai registrata. Tuttavia, le successive posizioni della classifica delle estati più torride sono occupate quasi interamente da stagioni recentissime: il 2022 figura al secondo posto, il 2023 al terzo, mentre altre annate degli ultimi sei anni rientrano tra le cinque più calde di sempre.

 

Un dato che, secondo gli esperti, non può essere ignorato. Se negli ultimi sei anni ben cinque estati hanno fatto registrare temperature eccezionalmente elevate, appare improbabile che il 2026 rappresenti un'eccezione alla tendenza. «La statistica climatica ci dice che le estati stanno diventando via via più roventi e dobbiamo prenderne atto», sottolinea Giuliacci. Da qui una previsione prudente ma chiara: anche nella migliore delle ipotesi, l'estate 2026 potrebbe risultare calda e impegnativa almeno quanto quella del 2025. Per gli italiani si prospetta quindi una stagione caratterizzata da lunghe fasi di caldo intenso, intervallate soltanto da occasionali temporali pomeridiani nelle zone interne e montuose del Paese.

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