Famiglia del bosco, incontro a Palmoli tra genitori e servizi sociali: si accelera per il rientro dei figli
Un incontro informale, una tazza di caffè e un appartamento già arredato in attesa dei bambini. Si è svolta così, nell'abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli, la riunione tra i coniugi Nathan Trevallion e Catherine Birmingham – la coppia anglo-australiana al centro della vicenda giudiziaria nota come "Famiglia del bosco" – e le figure istituzionali che seguono i loro tre figli minori: la tutrice, la curatrice e un'operatrice del servizio sociale competente per territorio.
Un clima, a quanto riferito, disteso e costruttivo, lontano dalle tensioni che hanno caratterizzato mesi difficili per questa famiglia finita sotto i riflettori dell'opinione pubblica italiana e internazionale. Un segnale, forse, che qualcosa nel rapporto tra le parti sta lentamente cambiando.
A rendere noti i dettagli dell'incontro, svoltosi giovedì, è l'avvocato Simone Pillon, legale della coppia. “I genitori hanno illustrato l'appartamento già predisposto e ammobiliato per accogliere i figli, comprensivo dei loro effetti personali”, ha spiegato il difensore. Un gesto concreto, quasi simbolico: dimostrare che quella casa non è vuota, che aspetta. Che i bambini, almeno nelle intenzioni dei genitori, hanno già un posto dove tornare.
Durante l'incontro, i coniugi hanno anche presentato il progetto per la costruzione di un nuovo immobile all'interno della loro proprietà, a ulteriore dimostrazione – secondo la difesa – della volontà di offrire ai figli una sistemazione stabile e adeguata. Tutte le parti presenti hanno ribadito, a più riprese, la disponibilità a collaborare nell'interesse dei minori. Al centro del colloquio, soprattutto, il tema più delicato: il ritorno a casa dei bambini. Sono due gemelli di sei anni e una bambina di otto, allontanati dalla famiglia il 20 novembre 2025, quando il Tribunale per i minorenni dispose la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti di entrambi i genitori. Da quel giorno, i tre sono ospitati in una casa-famiglia, lontani da Nathan e Catherine.
“I genitori auspicano un rientro precoce, come del resto indicato dalla stessa consulente tecnica d'ufficio nominata dal tribunale”, ha dichiarato Pillon. Il legale ha anche invocato le imminenti vacanze estive come finestra temporale favorevole: un periodo in cui i ritmi rallentano, le famiglie hanno più tempo da trascorrere insieme e i legami affettivi possono essere coltivati con maggiore continuità. Un argomento, quello stagionale, che potrebbe pesare nelle valutazioni del collegio giudicante.
Entro la fine della settimana, la difesa depositerà un'apposita istanza al Tribunale per i minorenni dell'Aquila, chiedendo formalmente di accelerare i tempi del ricongiungimento.
La pronuncia dei giudici è attesa entro una ventina di giorni. Il collegio dovrà esprimersi sull'ordinanza che, lo scorso novembre, aveva disposto l'allontanamento dei minori, avviando una delle vicende giudiziarie più seguite e discusse degli ultimi mesi nel panorama della cronaca italiana. Agli atti figura anche una controperizia presentata dalla difesa, che fin dall'inizio della vicenda contesta il metodo procedurale seguito nelle indagini e nelle valutazioni psicologiche. Un documento che i legali della coppia considerano centrale per ribaltare le conclusioni degli esperti nominati dal tribunale.
Il 9 giugno scorso, intanto, la consulente tecnica d'ufficio aveva depositato un'integrazione di cinquanta pagine – a completamento di una relazione principale di duecento pagine già agli atti – in cui attestava una “immaturità neuropsicologica” nei tre bambini e rilevava “incapacità genitoriale” in entrambi i genitori. Conclusioni pesanti, che la difesa continua a contestare nel metodo e nel merito, e che i giudici dovranno ora valutare insieme a tutti gli altri elementi raccolti nel corso di questi mesi. Il destino di tre bambini è ancora appeso a una decisione che nessuno, per ora, può prevedere.
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