Garlasco, ci sono altre intercettazioni di Sempio. Cosa rivela Bocellari
Nel dibattito giudiziario e mediatico che avvolge il caso Garlasco, la difesa di Alberto Stasi – condannato in via definitiva a sedici anni per l'omicidio di Chiara Poggi, recentemente uscito dal carcere di Bollate in affidamento ai servizi sociali – torna a farsi sentire con nuovi elementi. Ospiti a “Zona Bianca”, il programma di approfondimento condotto da Giuseppe Brindisi su Rete 4, gli avvocati Giada Bocellari e Massimo Lovati hanno anticipato le prossime mosse processuali, con un occhio puntato sulle intercettazioni del 2017 e sulla posizione di Andrea Sempio, l'uomo oggi al centro della nuova inchiesta della Procura di Pavia.
Bocellari è la penalista milanese che segue Stasi dal 2014, erede della scuola del professor Angelo Giarda; Lovati, settantaduenne pavese con oltre quarant'anni di foro alle spalle, è il legale che ha difeso Sempio nella prima fase della riapertura delle indagini, prima della conclusione del suo incarico.
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A parlare per prima è l'avvocata Bocellari, che delinea i contorni di un'attività difensiva più ampia di quanto finora noto. “Stiamo facendo un lavoro che in realtà è un po' più ampio rispetto alle sole intercettazioni e questo lavoro ricomprende anche la rilettura di alcune intercettazioni, in particolare del 2017”, ha dichiarato, aggiungendo che gli esiti saranno resi noti “quando sarà il momento di depositare”.
La legale ha poi tracciato una distinzione fondamentale sul piano procedurale: il lavoro relativo a quelle registrazioni non confluirà nel procedimento di revisione riguardante direttamente Stasi, ma seguirà un binario separato legato alla posizione di Sempio. “Questa parte qui non riguarda la posizione di Alberto Stasi, riguarda ovviamente la posizione di Andrea Sempio”, ha spiegato Bocellari, anticipando l'obiezione più scontata da parte del conduttore: “La domanda successiva che lei adesso mi sta per fare è: a lei cosa gliene frega di Andrea Sempio”. La risposta è netta: “Alberto Stasi era il fidanzato di Chiara Poggi, non era una persona estranea, per cui noi siamo interessati anche a quel procedimento”.
Più tecnico l'intervento di Lovati, che ha ricostruito il contesto del 2017 – anno in cui la posizione di Sempio fu archiviata – per sottolinearne la differenza sostanziale con il quadro attuale. “Nel 2017 non si parlava di alcune intercettazioni”, ha affermato con nettezza, precisando che all'epoca il fascicolo era imperniato su due soli elementi: “Lo scontrino e le telefonate”. Quanto a queste ultime, Lovati ha spiegato che furono ritenute irrilevanti perché prive di correlazione temporale diretta con l'omicidio: erano, ha detto, “telefonate qualche giorno prima” e “non avevano correlazione con esso”. Le intercettazioni che oggi alimentano la nuova inchiesta, ha concluso, “sono venute fuori adesso”, rappresentando un elemento del tutto inedito rispetto al procedimento del decennio scorso.
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Le dichiarazioni dei due legali delineano con chiarezza la strategia della difesa di Stasi: da un lato, portare avanti l'istanza di revisione sui dati scientifici; dall'altro, monitorare e, se necessario, intervenire nel procedimento a carico di Sempio, nella convinzione che i due fronti siano tutt'altro che indipendenti. Un intreccio che continuerà a tenere banco nelle aule giudiziarie e nel dibattito pubblico attorno a uno dei casi più controversi della cronaca italiana degli ultimi vent'anni.
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