Pamela Genini, la famiglia accusa Francesco Dolci: “Stalker in vita e dopo la morte”
"Siamo in un caso in cui la realtà supera la fantasia: stalker in vita e dopo la morte, senza alcun rispetto per la famiglia di Pamela e per questo processo". È quanto afferma l'avvocato Nicodemo Gentile, legale di Una Smirnova, madre di Pamela Genini uccisa dal compagno Gianluca Soncin con 76 coltellate. Nell'intervento in aula, nella prima udienza del processo immediato in corso a Milano, il legale si oppone alla costituzione di parte civile di Francesco Dolci. "La loro era una frequentazione superficiale, frivola, lei lo chiamava 'stalker', la Procura di Bergamo parla di un 'incessante atteggiamento asfittico'" spiega.
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Un'opposizione a cui si associano anche gli altri legali della famiglia della vittima e la Procura di Milano, mentre l'avvocata Eleonora Prandi ricorda che tra Genini e Dolci "c'era un rapporto stabile, continuativo dal maggio 2025. È lui l'ultima persona con cui ha parlato Pamela, è a lui che ha chiesto aiuto e questo dovrebbe far riflettere, è lui che si è precipitato e ha collaborato con i pubblici ministeri. Avevano un progetto in essere che era quello di sposarsi e per questo ha legittimità per chiedere di entrare come parte civile".
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