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Terremoto 6.1 in Calabria. Occhiuto: "Tanta paura ma nessun danno"

Foto:  Ansa 

Ignazio Riccio
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Un terremoto di magnitudo 6.1 ha interessato nella notte il Mar Tirreno meridionale, con epicentro al largo della costa nord-occidentale della Calabria, a circa 20 chilometri da Amantea, nel Cosentino. La scossa è stata registrata alle 00:12 del 2 giugno 2026 dalla Rete Sismica Nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che ha localizzato l’evento a una profondità eccezionalmente elevata, intorno ai 250 chilometri. Proprio la profondità del sisma, secondo le prime valutazioni degli esperti, avrebbe contribuito a ridurne in modo significativo gli effetti distruttivi in superficie, pur consentendo alla scossa di essere avvertita in maniera distinta su un’ampia porzione del Mezzogiorno.
Il movimento tellurico è stato percepito chiaramente in Calabria, in particolare lungo la fascia tirrenica cosentina, ma anche in Puglia e Sicilia, dove numerose segnalazioni sono arrivate alle sale operative dei vigili del fuoco e della protezione civile.

In molte località la popolazione è stata svegliata nel cuore della notte, con una sensazione di oscillazione prolungata che ha generato paura e in alcuni casi l’uscita precauzionale dalle abitazioni. Nonostante l’intensità percepita, non si registrano al momento conseguenze rilevanti. Secondo quanto comunicato dai Vigili del fuoco, nelle ore immediatamente successive alla scossa non sono pervenute richieste di intervento legate a crolli o danni strutturali. Parallelamente, il sistema nazionale di protezione civile ha attivato i protocolli di emergenza previsti per eventi sismici di questa entità. È stata convocata l’Unità di Crisi presso il Dipartimento nazionale, coordinata dal capo dipartimento Fabio Ciciliano, con il coinvolgimento delle strutture regionali del Sud Italia e dei principali enti tecnici. Nel corso del coordinamento, il Dipartimento della protezione civile ha confermato l’assenza di segnalazioni di danni a persone o cose, pur mantenendo attivo il monitoraggio della situazione nelle ore successive all’evento.

Anche il sistema infrastrutturale è stato immediatamente sottoposto a verifiche. Anas ha comunicato che il personale tecnico ha effettuato controlli notturni sulla rete stradale nazionale interessata dall’evento, senza riscontrare criticità su strade, ponti o viadotti. Ulteriori ispezioni sono tuttora in corso nelle ore successive, in particolare sulle grandi opere e sui collegamenti strategici della Calabria tirrenica, ma la circolazione risulta regolare e senza limitazioni. Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha descritto un quadro di forte impatto emotivo sulla popolazione, pur ribadendo l’assenza di danni materiali. "La scossa è stata avvertita in gran parte della regione, provocando comprensibile paura tra i cittadini”, ha dichiarato, sottolineando come la macchina della protezione civile regionale si sia attivata immediatamente dopo l’evento. Occhiuto ha inoltre evidenziato il coordinamento con il sistema nazionale di emergenza e ha ringraziato operatori, forze dell’ordine e sindaci per la gestione delle prime ore successive al sisma, definite “cruciali per la verifica della situazione sul territorio”.

Nel corso della notte si è riunita anche l’Unità di crisi nazionale, alla quale hanno partecipato, in videocollegamento, diverse regioni del Sud Italia, tra cui Puglia e Sicilia, dove il terremoto è stato percepito distintamente. La zona del Tirreno cosentino non è nuova a fenomeni sismici. L’Ingv ricorda che l’area è caratterizzata da una sismicità storica moderata ma ricorrente, con eventi che nel passato hanno raggiunto magnitudo significative. Tra questi viene citato il terremoto del 2 ottobre 1743, stimato intorno a magnitudo 5.1, con epicentro nei pressi di Amantea. Si tratta di un riferimento storico utile a contestualizzare la vulnerabilità geologica del territorio, pur in assenza di un’attività sismica superficiale frequente di grande intensità. I sismologi distinguono l’evento odierno come un terremoto a profondità intermedia o profonda. In questi casi, l’energia si propaga su aree molto vaste, rendendo la scossa percepibile anche a centinaia di chilometri, ma con effetti generalmente attenuati al suolo. Proprio questa caratteristica spiega perché, nonostante la magnitudo elevata, non si siano registrati danni significativi, pur a fronte di una forte percezione da parte della popolazione. Il sistema di protezione civile resta comunque in stato di attenzione. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore su edifici pubblici, infrastrutture strategiche e aree costiere, in coordinamento tra strutture regionali e nazionali. Al momento, il bilancio resta invariato: nessun ferito, nessun danno strutturale segnalato e sistema di emergenza pienamente operativo.

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