Bordighera, omicidio della piccola Beatrice: picchiata e costretta a fumare. Il giudice: "Gesto mosso dall'Indole crudele", arrestato anche il compagno della madre
Ci sono nuovi sviluppi sul caso della piccola Beatrice, la bambina di due anni deceduta lo scorso 9 febbraio a Bordighera in circostanze apparse sin da subito sospette. Gli operatori del 118 chiamati in soccorso per una presunta "crisi respiratoria" avevano infatti rinvenuto i lividi sul corpo della minore, che la madre aveva tentato di giustificare raccontando di una caduta avvenuta giorni prima. Tuttavia, le contraddizioni nelle sue dichiarazioni mista all'analisi delle telecamere di sorveglianza, più le parole di alcuni testimoni, avevano convinto i Carabinieri ad arrestare la donna che tutt'ora si trova in stato di detenzione. L'esame autoptico ha poi rivelato la presenza di numerose lesioni e un trauma cranico come cause del decesso.
I carabinieri del Ris di Parma incaricati di eseguire rilievi e sequestri avevano trovato tracce di sangue sia nell'auto della donna sia nell'abitazione del compagno 42enne, Manuel Iannuzzi. L'uomo, indagato a piede libero, è stato arrestato stamattina. Fondamentale è stata l'analisi del suo dispositivo cellulare, in cui sono state rinvenute immagini della piccolina con il volto tumefatto dopo presunti pestaggi e persino un video in cui la minore viene obbligata a fumare una sigaretta mentre gli adulti ridono e lei scoppia in lacrime.
Una terribile testimonianza è giunta da parte delle due sorelline. Dopo il fatto sono state inserite in un percorso psicologico che avrebbe portato a "un miglioramento incredibile" e a una maggiore consapevolezza di quanto vissuto. "Quella mattina per farla riprendere l'hanno tenuta sott'acqua, poi le hanno dato dello zucchero" hanno raccontato. La morte di Beatrice sarebbe dunque arrivata al termine di una lunga sequenza di violenze e vessazioni: schiaffi, pugni, strattoni ai capelli, colpi inferti con oggetti e ripetute aggressioni che avrebbero provocato lesioni nel tempo, fino all'evento fatale. La morte sarebbe sopraggiunta a causa di un trauma cranico cagionato dalle continue lesioni.
Secondo il giudice che ha disposto la custodia cautelare in carcere, racchiusa in un'ordinanza di 33 pagine, gli indizi raccolti sono "gravissima" e l'azione è contraddistinta da "modalità atroci" marcate da "una intensità selvaggia" e quindi di "indole crudele" in un contesto di "vessatoria prevaricazione" ai danni della bambina. Gli investigatori ritengono inoltre che, nelle ore precedenti al decesso, la piccola non sia stata portata in ospedale nonostante le sue condizioni fossero già gravissime. Le richieste di soccorso sarebbero arrivate solo quando la bambina era ormai morta, in quello che la Procura considera un tentativo di simulare una richiesta di aiuto e di depistare le indagini.
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