Al bando i fratelli musulmani: il dossier che svela infiltrazioni e attività per islamizzare l'Italia
L’islamizzazione dal basso è il piano italiano dei Fratelli Musulmani. Un dossier dell’Antiterrorismo, che Il Tempo ha avuto la possibilità di visionare, indica la strategia che si pone come obiettivo la tarbiyya, educazione islamica, definita elemento essenziale del progetto di islamizzazione dal basso della società occidentale. Un progetto politico-religioso che usa un metodo gradualista. Nessuna violenza o imposizione, ma adattamento al contesto europeo, presenza pubblica, radicamento comunitario, influenza culturale attraverso la wasatiyya, intesa come il linguaggio “moderato” attraverso cui portare avanti un progetto di espansione culturale e religiosa strutturato, progressivo e organizzato.
I punti del piano impongono di evitare lo scontro diretto, radicarsi socialmente, costruire consenso, penetrare nella società civile, formare nuove generazioni, espandere influenza religiosa e culturale nel lungo periodo. Il dossier colloca l’AIdI, l’Alleanza Islamica d’Italia, dentro il circuito del Council of European Muslims. Quindi, la pianificazione italiana tiene conto dei piani europei, assume la Carta dei Musulmani d’Europa come riferimento valoriale e prevede l’adozione del regolamento educativo interno e del programma formativo predisposto dal Cem. Il metodo, dunque, non passa dallo scontro frontale, ma dalla formazione. Educazione per formare appartenenza, predicazione per allargare il perimetro, giovani per garantire continuità, donne e famiglie per stabilizzare la trasmissione culturale. Mentre la parte riferita al sociale serve per costruire consenso. Inoltre, il piano prevede anche una parte finanziaria per garantire autonomia e pianificazione per tenere insieme il sistema. Una vera e propria macchina ideologica che si muove attraverso un piano generale che dura quattro anni, quanto il direttivo. La pianificazione è manageriale, con obiettivi operativi, strumenti, indicatori, progetti, piani esecutivi e risorse finanziarie. Il primo controllo avviene negli organi esecutivi, il secondo passa al Consiglio dei saggi. La struttura interna conferma il livello dell’organizzazione. Il presidente dà l’indirizzo politico-associativo. Il Comitato esecutivo realizza il piano. Il Consiglio dei saggi approva direttivo, pianificazione pluriennale e monitoraggio dei progetti. L’Assemblea generale elegge presidente, saggi e delegati al Cem. Nella pianificazione 2022-2025, ad esempio, sono state fissate priorità precise: fondare un’associazione avanzata e specializzata, costruire una struttura educativa coerente, rafforzare il lavoro sui giovani, sostenere la famiglia, ampliare il lavoro sociale, sviluppare relazioni interne ed esterne, promuovere l’AIdI, diffondere la wasatiyya e raggiungere stabilità finanziaria. Il Comitato esecutivo traduce il piano in programmi attraverso sette divisioni: educazione che pianifica le commissioni educative e supervisiona il percorso formativo; predicazione che lavora sulla da’wa, cioè sulla diffusione del messaggio islamico, con attenzione ai convertiti; giovani punta a fare dell’Alleanza il riferimento religioso ed educativo principale per i giovani musulmani; la divisione donne promuove, invece, modelli femminili interni; la divisione sociale mira al benessere e alla stabilità psicologica della comunità islamica; pianificazione e sviluppo valuta strategia, regolamenti, funzionamento e rapporti con partner e associazioni concorrenti, mentre la divisione Finanziaria gestisce amministrazione, sviluppo e monitoraggio delle risorse. Esiste anche una Commissione Sviluppo direzionale e associativo, incardinata nella divisione pianificazione e sviluppo, che ha il compito di migliorare attività e gestione dell’organizzazione e favorire un graduale passaggio generazionale. In pratica la saldatura tra formazione ideologica e produzione della futura classe dirigente. Il collegamento con il Cem completa il quadro. L’AIdI non pianifica in modo isolato. Osserva direttive europee, coordina la propria struttura con l’omologa dimensione continentale, traduce testi del Cem in italiano e adatta il programma al contesto nazionale. L’Italia, così, non è il terreno di arrivo, ma una delle piattaforme europee attraverso cui la Fratellanza lavora all’islamizzazione dal basso dell’Occidente.
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