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El Koudri, il nuovo avvocato difendeva gli amici di Hannoun e insultava ebrei e governo

Foto: Lapresse

Francesca Musacchio
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Il processo Hannoun, Francesca Albanese e «la miseria morale del peggior giornalismo» che racconta della copertina di Vogue dedicata alla relatrice Onu per i territori palestinesi occupati. Il 25 aprile, la Flotilla e il genocidio a Gaza. E poi «Valditara in questo governo da operetta». La posizione dell’avvocato modenese Fausto Gianelli è netta. Oggi è il legale di Salim El Koudri, il 31enne accusato di strage per i fatti di Modena. Ma prima ancora di questo caso scottante, il suo nome entra nell’inchiesta della Dda di Genova sui presunti fondi destinati ad Hamas. Non come difensore di Mohammad Hannoun, ma di Abu Rawwa Adel Ibrahim Salameh, immobiliarista residente a Sassuolo, scarcerato dal Riesame dopo l’arresto. In quell’occasione Gianelli definì l’udienza «difficile: oltre al peso vero e proprio di un’indagine che racchiude 20 anni di intercettazioni, accertamenti verso queste associazioni palestinesi, già oggetto di precedenti archiviazioni e riesumate e unite con il nuovo materiale pervenuto da Israele, che abbiamo subito contestato, c’era anche un peso mediatico e una campagna di criminalizzazione importante. Non solo abbiamo assistito allo spettacolo di un ministro degli Interni che è andato a fare un’informativa urgente alla Camera dichiarando che era stata svelata una cellula terroristica di Hamas in Italia che finanziava il terrorismo in Palestina e questo prima che avesse inizio un processo e che gli indagati potessero iniziare a difendersi».

 

 

Innegabile il peso mediatico di alcuni processi, che spesso può rendere difficile il lavoro dell’avvocato. Ma Gianelli regge e va avanti. Anche sui social non teme l’esposizione. In un post datato 29 aprile 2026, scrive: «Ha ragione Gasparri quando afferma che l’antisemitismo è il cancro del nostro Paese. Ora si vuole addirittura impedire ai sionisti e ai membri della Brigata ebraica di sparare a coloro che, ostentando l’odioso fazzoletto dell’Anpi, partecipano alle manifestazioni del 25 aprile». Ed è diretto, verso tutti. Nessuna censura, scrive quello che pensa. Il 24 aprile, infatti, non le manda a dire anche a Violante: «20 minuti fa, mentre pranzavo in un bar, ho visto alla televisione (Rai 2) l'intervento di Luciano Violante per la giornata della Liberazione. Rivendicando il suo noto discorso sui "ragazzi di Salò" e la loro buona fede, Violante ha precisato che il più forte esercito dell'epoca, quello nazista, venne sconfitto da una coalizione, composta da "Gran Bretagna e Stati Uniti” ma alla quale parteciparono anche altri paesi, come "l'Australia e la Nuova Zelanda". Opportunamente ha cancellato il contributo principale: quello dell'Unione Sovietica e dei suoi 27 milioni di morti (su 65 totali della Seconda Guerra Mondiale). D'altra parte il fascismo ha fatto anche cose buone, l'Unione Sovietica mai, nemmeno quando ahimè ha sconfitto Hitler. Abbasso la Russia e viva La Russa quindi».

 

 

Coordinatore provinciale dei Giuristi Democratici di Modena, membro dell’Associazione europea degli avvocati per la democrazia e i diritti umani, osservatore internazionale in Palestina e in Turchia, oltre che difensore delle parti civili nei processi genovesi per Diaz e Bolzaneto. Il nome dell’avvocato modenese non arriva dal nulla. Sono tasselli pubblici. Nessuno, da solo, dice più di ciò che dice. Tutti insieme disegnano il perimetro dentro cui si muove una figura professionale che oggi siede accanto all’indagato più discusso del momento. Mentre la categoria della «miseria morale del peggior giornalismo» resta ampia. C’è sempre posto per chi mette in fila ciò che altri hanno già scritto, firmato e pubblicato.

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