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Garlasco, l'ex carabiniere Cassese indagato per false informazioni al pm

Foto:  Ansa 

Rosa Scognamiglio
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Emergono nuovi sviluppi dall’inchiesta della procura di Pavia sul delitto di Garlasco, che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi. Come anticipato quest’oggi dal Corriere della Sera, La Stampa e La Repubblica, nel registro degli indagati sarebbe stato iscritto anche l’ex comandante dei carabinieri di Vigevano Gennaro Cassese, oggi 62enne, che coordinò le indagini della prima ora sul delitto. L’ipotesi di reato contestata all’ex militare dell’Arma riguarda presunte false dichiarazioni rese al pubblico ministero. Al centro degli accertamenti ci sarebbero alcune anomalie emerse nei verbali redatti da Cassese il 4 ottobre del 2008, quando sentì a sommarie informazioni alcuni amici di Marco Poggi, il fratello della vittima, tra cui anche Andrea Sempio. Ed è proprio sull’interrogatorio del giovane, all’epoca 19enne, che si sarebbe concentrata l’attenzione degli investigatori. In quella occasione, infatti, il ragazzo consegnò l’ormai noto “scontrino-alibi” - così definito dai media in questi mesi - di un parcheggio a Vigevano. Durante l’audizione si sentì male, tanto da sollecitare l’intervento di un’ambulanza. Ma in quel verbale sembra non vi sia traccia di nulla.

Sentito dai carabinieri di Milano Moscova ad aprile del 2025, quando gli chiedono se lo scontrino fosse stato consegnato in quel momento, Cassese risponde: “Se avessi interrotto il verbale per acquisirlo da qualche parte o se fosse stato portato da qualcuno ne avrei dato atto”. I pm vengono a conoscenza del malore accusato Sempio durante le nuove attività di indagini. A quel punto, il 27 giugno scorso, l’ex militare viene convocato in procura a Pavia. “Il pm - si legge nell’atto visionato dal giornale di via Solferino - mostra il verbale di Sempio e quello di Biasibetti, svolti nello stesso giorno e negli stessi locali, con una parziale sovrapposizione di orari”. Sempio, infatti, viene sentito dalle 10.30 alle 14.40, mentre Biasibetti dalle 11.25 alle 12.10 e Mattia Capra dalle 13.25 alle 14.20, sempre dagli stessi verbalizzanti. “Posso solo supporre che sia mancante la sospensione del verbale e abbiamo svolto altra istruttoria mentre il verbale di Sempio era sospeso, anche se non ne abbiamo dato atto”, replica Cassese.

Durante l’interrogatorio, i magistrati chiedono all’ex militare se ricorda episodi in cui qualcuno si sia sentito male durante un’audizione. Lui risponde che non può escluderlo, aggiungendo che se fosse arrivata un’ambulanza lo avrebbe verbalizzato. A questo punto gli investigatori gli mostrano il documento del 118 che certifica un intervento per soccorrere Sempio, colpito da una “lipotimia”. “Non ricordo”, ribadisce il 62enne. In questo momento il verbale si interrompe e il pm legge a Cassese l’avviso relativo al reato di "false informazioni al pubblico ministero", atto che precede l’iscrizione formale nel registro degli indagati.

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