Crans-Montana, la Svizzera non invierà più le fatture mediche. A che punto è l'inchiesta
Basta con la vergogna delle fatture mediche inviate ai sopravvissuti dell'incendio del locale Le Constelation a Crans-Montana. "Ho avuto un bilaterale con il presidente della Svizzera", ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando con i cronisti prima di lasciare il summit della Cpe di Erevan, "sulla questione annosa delle fatture ospedaliere, ho avuto per ora intanto la garanzia che non saranno inviate fatture alle famiglie, e poi vediamo come gestire la questione sul piano bilaterale".
Il presidente elvetico Guy Parmelin ha ribadito: "Ho confermato a Giorgia Meloni che il Consiglio Federale avrebbe esaminato la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti. Abbiamo convenuto che i servizi competenti dei due Paesi sarebbero rimasti in contatto. Queste spese saranno coperte dall'aiuto alle vittime, nella misura in cui non sono coperte dalle assicurazioni. Al fine di evitare qualsiasi malinteso, la Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime", ha garantito il presidente elvetico nel suo colloquio con Meloni, così come da lui stesso confermato in un post su X.
Intanto i pm di Roma sono in attesa di ricevere i risultati complessivi delle autopsie eseguite sui corpi dei 6 giovani italiani morti nella strage al bar Le Constellation di Crans Montana la notte di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 ragazzi e altri 115 sono rimasti feriti. Nell'ambito della collaborazione giudiziaria con la Svizzera, i risultati degli esami autoptici saranno poi inviati ai magistrati elvetici. Al momento la procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques e Jessica Moretti, gestori del bar Le Constellation e procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I pm capitolini intanto sono in attesa di ricevere i documenti dall'autorità giudiziaria di Sion selezionati durante l'incontro del 25 marzo e una volta avuto gli atti potrebbero procedere a nuove iscrizioni sul registro degli indagati, in particolare per i mancati controlli sulla sicurezza.
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