Lecce, uccide il fratello e mostra il corpo in videochiamata. Fermato 33enne bengalese
Un litigio per questioni economiche, poi l’escalation improvvisa della violenza e, infine, una scena che ha sconvolto un’intera famiglia, divisa tra due continenti. È accaduto a Tricase, nel basso Salento, dove un uomo di 33 anni, di origine bengalese, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato per aver ucciso il fratello minore al culmine di una discussione.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Tricase, il delitto si è consumato nel pomeriggio del 30 aprile all’interno dell’abitazione in cui i due vivevano. I fratelli, di 33 e 29 anni, lavoravano insieme come banconisti in un bar della zona di Tricase Porto. Erano considerati ben inseriti nel tessuto locale e, stando alle testimonianze raccolte nelle prime ore successive al fatto, non avevano mai dato segnali di particolare conflittualità.
La lite, tuttavia, sarebbe degenerata rapidamente. Alla base ci sarebbero contrasti legati alla gestione del denaro e a questioni economiche personali. In pochi istanti, la discussione si è trasformata in aggressione: il 33enne avrebbe afferrato un coltello da cucina e colpito più volte il fratello, provocandone la morte.
Subito dopo il delitto, l’uomo avrebbe compiuto un gesto che ha reso ancora più drammatica la vicenda. Ha contattato in videochiamata la madre, residente in Bangladesh, confessando quanto accaduto e mostrando il corpo senza vita del fratello sul pavimento dell’abitazione, insieme all’arma utilizzata. Dall’altra parte dello schermo, i familiari – che vivono nell’area di Sonarang, nel sottodistretto di Tongibari, nei pressi di Munshiganj – avrebbero assistito impotenti alla scena, tentando disperatamente di attivare soccorsi a distanza.
A dare l’allarme alle forze dell’ordine è stato un connazionale presente nell’abitazione, che avrebbe assistito alla violenta sequenza. I carabinieri sono intervenuti in tempi rapidi, bloccando l’uomo poco dopo e conducendolo in caserma. Al termine degli accertamenti, il 33enne è stato dichiarato in stato di arresto e trasferito in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arma del delitto è stata sequestrata, mentre la salma della vittima è stata posta sotto sequestro per gli esami medico-legali disposti dalla procura, che dovranno chiarire con precisione la dinamica e il numero dei colpi inferti.
Gli inquirenti stanno ora approfondendo il contesto familiare e lavorativo dei due fratelli per ricostruire le ragioni alla base della lite sfociata in tragedia. Non si esclude che tensioni economiche pregresse possano aver alimentato il conflitto fino all’esito fatale. La notizia ha scosso profondamente la comunità di Tricase, dove i due erano conosciuti come lavoratori discreti e integrati. Un episodio che riaccende l’attenzione sul tema delle tensioni familiari e delle fragilità che possono esplodere improvvisamente, trasformando contrasti quotidiani in eventi irreparabili.
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