Venezia, alla Biennale 2026 si dimette la Giuria internazionale
Nuovo colpo di scena alla Biennale Arte. A poco più di una settimana dall'inaugurazione ufficiale la Giuria Internazionale - che proprio una settimana fa aveva annunciato l'esclusione di Russia e Israele dalla competizione per il Leone d'Oro e il Leone d'Argento - ha rassegnato in blocco le dimissioni. Il passo indietro della giuria, dal presidente Solange Farkas fino agli altri componenti Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi, arriva in concomitanza della visita degli ispettori del Ministero della Cultura e poche ore dopo il ringraziamento, arrivato in italiano, da parte del Commissario alla Cultura Ue Glenn Micallef al Ministro Alessandro Giuli per la sua posizione chiara sulla presenza del Padiglione russo. Non sono mancati sulla vicenda i commenti, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini. "Non so dire delle dimissioni della giuria, perché l'ho letto mentre scendevo; non so dire se sono collegate al tema dell'invio degli ispettori. Sulle dinamiche di questa vicenda mi sono leggermente persa", ha commentato la premier nel corso della conferenza stampa post Cdm. "Mi fermo alla posizione iniziale: la scelta sul padiglione russo, il governo ha dichiarato di non condividerla, dopodiché la Biennale è un ente autonomo - continua la premier - e Buttafuoco è una persona capacissima. Questa scelta non l'avrei fatta al suo posto". "Sull'invio degli ispettori la persona giusta a cui chiedere - conclude Meloni - credo sia il ministro Giuli perché presumo lui abbia fatto questa scelta. Non ho avuto modo di parlarne con lui". "Meglio di così non poteva andare. Sarà una Biennale autonoma e democratica", ha dichiarato invece Salvini. "Sono sempre d'accordo con la presidente del Consiglio - osserva Salvini - rispetto l'autonomia della Biennale di Venezia e ritengo geniale la decisione dell'amico Buttafuoco di assegnare i premi non all'inizio della rassegna ma alla fine. I leoni saranno assegnati non da cinque giurati, sulle cui dimissioni non mi pronuncio, ma dai visitatori. Quindi sarà una Biennale autonoma e democratica, meglio di così non poteva andare". "Ci andrò - conclude Salvini - come sono stato a tante altre biennali. Ci sono andato in precedenza, ci andrò in futuro". Con l'uscita di scena della giuria saranno i visitatori della 61/a edizione dell'esposizione ad assegnare i due Leoni, circostanza già avvenuta nel 2021 in occasione della Mostra Internazionale di Architettura a causa del Covid. Pertanto la cerimonia di premiazione già prevista per il 9 maggio slitta a domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura ai visitatori. "Potranno votare i Leoni dei Visitatori i titolari di biglietto che avranno visitato le due sedi di mostra nell'arco temporale dell'apertura della 61/a Esposizione, dal 9 maggio al 22 novembre. La visita delle due sedi sarà comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un'unica sessione - fa sapere Biennale Arte in una nota - I collettivi di artisti verranno identificati come singoli partecipanti, come da lista partecipanti mostra In Minor Keys. Al Leone dei Visitatori per la migliore Partecipazione Nazionale concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61/a Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti". Anche Russia e Israele, che la Giuria Internazionale aveva inizialmente escluso, verranno dunque prese in considerazione. Una scelta presa "in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull'apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura", prosegue la nota della Biennale di Venezia, che "vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell'arte, della cultura e della libertà artistica". Una decisione destinata comunque a far discutere e ad alimentare il clima di tensione attorno all'evento. La conferma arriva dalle parole di Belu-Simion Fainaru, designato per il Padiglione di Israele alla Biennale di Venezia, e oggetto di insulti nei giorni scorsi. "Credo che gli artisti debbano essere trattati in modo equo e non discriminatorio, ed essere valutati per il loro lavoro e non per il passaporto. Personalmente, e la mia storia lo dimostra, mi oppongo alla discriminazione, al razzismo e ai boicottaggi in ogni loro forma. Credo nei principi fondamentali della libertà di creazione e della libertà di espressione, che devono restare al centro di ogni manifestazione artistica. Spero che questo avvenga anche per la Biennale di Venezia", ha concluso esprimento la propria posizione sulla vicenda e sui principi di libertà artistica e non discriminazione.
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