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Garlasco, il consulente dei Poggi contesta la ricostruzione della Procura: "Non ci sono riscontri"

Rosa Scognamiglio
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Diciotto anni dopo, il delitto di Garlasco riserva ancora colpi di scena. Nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia indica oggi un solo nome: Andrea Sempio. Per gli inquirenti sarebbe stato il 39enne, da solo, a uccidere la giovane nella villetta di via Pascoli, la mattina del 13 agosto 2007. Il movente sarebbe riconducibile a un eventuale rifiuto della ragazza alle presunte avances dell’indagato. Una ricostruzione che, se confermata, escluderebbe definitivamente Alberto Stasi dalla scena del crimine, aprendo la strada a una possibile revisione del processo. “Assurdo il movente sessuale, non frequentavo Chiara Poggi”, avrebbe replicato Sempio tramite i suoi legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. 

Tra i primi a commentare la notizia, anticipata dalle agenzie nella tarda serata di ieri, è stato l’avvocato Antonio De Rensis, che difende Alberto Stasi insieme alla collega Giada Bocellari. “Non ho ancora sentito Alberto, perché sono stati momenti molto convulsi. La difesa di Stasi ha un obiettivo: tirare fuori dal carcere un innocente e non mandare in galera altre persone; quello è il compito della Procura”, ha dichiarato il legale intervenendo a “Storie Italiane”, il programma di Rai 2 condotto da Eleonora Daniele. “A noi interessa dimostrare che Alberto è innocente - ha proseguito -. Stiamo arrivando a un momento molto importante di questa vicenda: bisogna ancora avere molta prudenza e attendere la discovery degli atti”. E infine: “Certo è che la Procura sembra avere le idee molto chiare. Le indagini tradizionali saranno molto importanti in questa inchiesta”.

Andrea Sempio è stato convocato in Procura per un interrogatorio che si profila decisivo, in previsione dell’eventuale chiusura delle indagini, il prossimo 6 maggio. “Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva, tenendo conto del fatto che, per la seconda volta dall’inizio dell’inchiesta, Andrea viene convocato senza che gli atti delle indagini siano stati depositati”, ha dichiarato all’Ansa l’avvocato Angela Taccia, legale del 39enne. Sul punto si è espressa anche l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, entrata di recente a far parte del pool difensivo di Alberto Stasi: “Chiediamoci perché la Procura lo abbia convocato in questa fase. Non può essere che abbia in mano una serie di elementi da presentargli e sui quali potrebbe chiedergli spiegazioni? La Procura gli dà modo di alleggerire almeno in parte la sua posizione? Possiamo pensare anche a questo”, ha detto nel corso del suo intervento a “Mattino Cinque”, il programma condotto da Federica Panicucci e Francesco Vecchi.

Sulla vicenda è intervenuto anche Dario Radaelli, consulente tecnico della famiglia Poggi, che ha sollevato alcuni dubbi sulla nuova ricostruzione della dinamica omicidiaria. “La dinamica degli eventi indicata nel capo d’imputazione presenta elementi che, a mio giudizio, non trovano riscontri oggettivi sulla scena del crimine, così come documentata durante i sopralluoghi dei carabinieri e dei Ris di Parma”, ha commentato l’esperto all’Ansa. “Si parla di un corpo spinto sulle scale della cantina, ma sui primi due gradini sono presenti solamente gocciolature, senza tracce di trascinamento. - ha osservato Redaelli, specializzato in analisi della scena del crimine - Si parla di 4-5 colpi inferti con violenza tale da causare un’ampia frattura cranica in posizione parieto-occipitale sinistra, ma lungo le scale non si riscontrano tracce di sangue dovute al movimento dell’oggetto contundente, se non schizzi limitati”. L’esperto ha concluso invitando alla “massima cautela” e sottolineando “l’assoluta necessità di vedere il materiale investigativo-tecnico raccolto dalla Procura” prima di giungere a conclusioni avventate.

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