Orlandi-Gregori, la pista esclusa dopo 43 anni: "Esce definitivamente di scena"
La pista delle ragazze scomparsa "oggi esce definitivamente di scena". Lo ha detto il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, senatore Andrea De Priamo, dopo il via libera dell'organismo parlamentare a una prima relazione tematica sul tema. "Abbiamo approvato - ha spiegato - una prima relazione su un pista specifica perché la pista delle cosiddette 'ragazze scomparse', che a Roma qualcuno aveva all'epoca anche definito legata ad una fantasiosa ipotetica 'tratta delle bianche', era una di quelle che negli anni partiva da un lavoro svolto nella prima indagine quando la procura di Roma, attraverso la questura, aveva evidenziato la presenza di ben 177 ragazze che nel biennio '82-'83 non avevano fatto ritorno a casa ed erano state oggetto, da parte delle loro famiglie, di denunce di scomparsa". "Nei decenni si era portata avanti questa ipotetica tesi di una regia occulta unica rispetto a molte di queste scomparse e quindi anche quella di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori", ha detto De Priamo ricordando che gli accertamenti hanno portato a concludere che "in realtà tutte le ragazze - 176 perché vi è un caso di sovrapposizione della stessa persona - ad eccezione purtroppo di Emanuele e Mirella, sono, all'epoca o negli anni, successivamente rientrate". "Di fatto oggi possiamo dire che questa è una pista da accantonare - ha sottolineato - Questo rientra nel mandato che noi abbiamo ricevuto con la legge istitutiva che è cercare e accertare in tutti i modi possibili la verità rispetto alla scomparsa delle due ragazze, ma anche capire quali piste si possono escludere".
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Insomma, nessun collegamento tra la cosiddetta 'pista delle ragazze scomparse' e le sparizioni di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi. È quanto emerge da una relazione votata oggi all'unanimità dalla commissione parlamentare di inchiesta sui casi delle due ragazze. "La cosiddetta 'pista' delle ragazze scomparse, che fa riferimento ad un elenco di 177 casi verificatisi a cavallo dell'estate del 1982 e di quella del 1983, non ha prodotto riscontri utili a sostenere l'esistenza di un'azione criminosa unitaria finalizzata alla sottrazione dal proprio ambito familiare di minorenni e non a Roma", spiega il deputato del Partito democratico e vicepresidente della commissione Roberto Morassut. "Nessuno scomparve, in realtà. Pur tuttavia - aggiunge - va rilevato che nella comprovata assenza delle 177 sparizioni albergano casi di 'allontanamento volontario' o anche presumibilmente forzato che si sono conclusi (quasi tutti tra agosto e settembre 83) senza scomparsa e le cui motivazioni restano ignote. Tali casi, evidenziati nelle tabelle allegate al documento, privi di spiegazioni, lasciano vive alcune riflessioni sulla possibilità che tale fenomeno criminoso esistesse pur senza giungere alle sue estreme conclusioni". "Credo che, nella ricostruzione completa delle vicende in esame da parte della Commissione, sia stato giusto segnalarle nella Relazione, benché il loro significato risulti in un certo senso ridimensionato rispetto alle iniziali ipotesi di lavoro e di indagine", conclude Morassut.
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"Era comprensibile, questa pista ci avrebbe portato indietro di 42 anni perché quella della tratta delle bianche e' stata la prima presa in considerazione", afferma Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, commentando all'Adnkronos le conclusioni alle quali è arrivata la Commissione parlamentare di inchiesta. Una pista a cui lo stesso Pietro Orlandi non ha mai creduto: ''No, non posso credere che Emanuela sia finita in un giro di prostituzione, portata all'estero e basta. E tutto il resto? L'atteggiamento del Vaticano? Non ha senso''. ''Io non escludo che ci siano scomparse legate, purtroppo, al giro di prostituzione internazionale ma cio' non riguarda questa vicenda - sottolinea- Io ho sempre ritenuto che quello di Emanuela sia stato un rapimento preparato nel tempo con un ricattatore e un ricattato. Sono convinto sia stata presa per uno scopo: per ricattare qualcuno ma il movente e i motivi del ricatto ovviamente ancora non si sanno''. ''Iniziare a scartare alcune piste e' positivo come atteggiamento della Commissione - conclude- Io mi auguro che la prossima pista che possa scartare e' quella cosiddetta parentale: spero venga esclusa il prima possibile perché e' stata indagata a fondo 42 anni fa. E non lo dico per difendere un parente, ma per difendere la verità e per non perdere tempo''.
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