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Caso Domenico Caliendo, due medici indagati accusati di falso

Foto: Ansa 

Rosa Scognamiglio
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Due dei sette medici indagati con l’ipotesi di omicidio colposo per la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni e 3 mesi morto all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito di un trapianto di cuore fallito, sono accusati di falso nella cartella clinica. Si tratta del cardiochirurgo Guido Oppido e della sua collega Emma Bergonzoni, secondo operatore dell’équipe che ha eseguito l’intervento lo scorso 23 dicembre presso il nosocomio campano. La Procura della città partenopea, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal sostituto Giuseppe Tittaferrante, avrebbe chiesto formalmente al gip di emettere la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione per i due medici.

L’accusa di falso

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, le annotazioni contenute nella cartella clinica redatta dai due cardiochirurghi non coinciderebbero con le testimonianze raccolte. Inoltre ci sarebbero discrepanze anche rispetto alla fitta documentazione medica acquisita dai carabinieri dei Nas di Napoli, guidati dal colonnello Alessandro Cisternino, dopo la morte del piccolo Domenico, deceduto il 21 febbraio. Il reato di falso contestato ai due medici, Oppido e Bergonzoni, si concentra sui presunti dodici minuti intercorsi tra il cosiddetto “clampaggio aortico”, ovvero una manovra specifica eseguita durante gli interventi di cardiochirurgia, e l’arrivo del nuovo organo in sala operatoria. I due indagati avrebbero annotato nella cartella clinica che il clampaggio sarebbe avvenuto contemporaneamente all’arrivo del cuoricino da impiantare a Domenico. Secondo la Procura, invece, gli orari risulterebbero falsati: il clampaggio sarebbe iniziato alle 14.18, mentre il box frigo contenente il nuovo organo, poi risultato congelato, sarebbe arrivato in sala operatoria alle 14.30.

Sequestrato un altro cellulare

I due medici indagati potranno fornire la propria versione dei fatti nell’interrogatorio preventivo, in programma a fine marzo. Intanto dalle indagini emergono nuovi dettagli. I carabinieri del Nas avrebbero sequestrato il cellulare in uso alla seconda perfusionista della sala operatoria, la quale avrebbe registrato foto e video durante l’intervento, come da prassi. La donna, che non è indagata, sarà ascoltata come persona informata sui fatti il prossimo 26 marzo. Nel frattempo, all’inchiesta giudiziaria per omicidio colposo si è aggiunta una seconda indagine, che interessa l’intera Azienda Ospedaliera dei Colli di cui fa parte il nosocomio partenopeo. Dalle prime verifiche sarebbero emerse gravi criticità, in particolare la carenza di personale e una formazione ritenuta inadeguata. Per quanto riguarda l’Ospedale Monaldi, il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha puntualizzato che l’attività trapiantologica, sospesa all’inizio di febbraio, non riprenderà fino a quando non saranno pienamente ristabilite le necessarie condizioni di sicurezza. Nel frattempo, l’assistenza ai pazienti in lista d’attesa sarà comunque garantita attraverso la convenzione attiva con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

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