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Giustizia choc, 23 condanne ma dobbiamo risarcirlo. Capezzone: complimenti a questi magistrati...

Luigi Frasca
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Nell'edizione serale del Tg4 condotto dalla giornalista Stefania Cavallaro, il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone è intervenuto oggi 17 febbraio per commentare la decisione della magistratura di inserire nel fascicolo degli indagati altri quattro agenti per il caso della sparatoria a Rogoredo. "Bisogna fare proprio i complimenti a questi magistrati che hanno preso questa decisione, lo dico con evidente ironica amarezza" commenta Capezzone. Poi si parla ancora di casi discutibili di giustizia, fra cui quello dell'algerino Redouane Laaleg a cui spetta un risarcimento di 700 euro di risarcimento nonostante risultino due provvedimenti di espulsione dai prefetti di Cuneo e Alessandria per motivi di pericolosità sociale, 23 sentenze di condanna emesse tra il 1999 e il 2023, e numerosi precedenti di polizia...

 

Ma il discorso vira nuovamente sulle forze dell'ordine e nello specifico sul caso Rami che anche in quel caso aveva visto indagate gli agenti. "Il punto di fondo è che ci sono due signori che non si sono fermati a un posto di blocco e che hanno cominciato una fuga all'impazzata per le vie di Milano - prosegue - Quello ha creato il pericolo, mica l'inseguimento dei carabinieri. Ma noi che cosa ci aspettiamo da polizia e carabinieri? Che se qualcuno non si ferma al posto di blocco loro non inseguano?". Al commento gli fa eco Cavallaro, sottolineando il paradosso: "Se per alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine si usa la moviola, per altri si aspetta ancora giustizia".

 

La discussione termina sulla vicenda giudiziaria di Vittorio Sgarbi, risoltasi ieri con l'assoluzione . "Un leone ruggente" lo definisce Capezzone, che continua: "Oggi è un uomo provato, piegato dalla depressione. Nessuno toglie dalla testa che questa bomba gli si è esplosa anche a causa di questa aggressione mediatica che ha subito con le conseguenze giudiziarie". Poi chiude: "C'è stato un giornale e una trasmissione televisiva, direi due, che si sono molto impegnate nell'accusa. Io mi aspetto da quel giornale e da quelle due trasmissioni televisive, lo stesso spazio, la metà dello spazio. Però il silenzio no, il silenzio sarebbe una cosa davvero brutta". 

 

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