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Treni, pista anarchica per i sabotaggi. Via a misure straordinarie con droni e IA per evitarli

Foto: Lapresse

Angela Barbieri
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Attentato alla sicurezza dei trasporti e associazione per delinquere con finalità di terrorismo. Sono queste le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Roma nell'inchiesta sui sabotaggi che sabato hanno paralizzato la circolazione ferroviaria tra la Capitale e Firenze. Oggi è arrivata negli uffici dei magistrati l'informativa depositata dalla Polizia ferroviaria e dalla Digos, con la ricostruzione dettagliata delle manomissioni lungo la direttrice dell'Alta velocità e sulla tratta compresa tra Roma Tiburtina e Settebagni. Gli investigatori parlano di azioni mirate e premeditate. All'altezza di via di Villa Spada, nel territorio della capitale, ignoti hanno manomesso un pozzetto tecnico danneggiando alcuni cavi di linea, trovati bruciati. Un sabotaggio che ha messo in ginocchio l'intero sistema, con effetti a catena su Alta velocità e treni regionali, molti dei quali deviati sulla linea convenzionale, con inevitabile aumento dei tempi di percorrenza. I disagi per i viaggiatori sono stati pesanti, con ritardi fino a 140 minuti, convogli soppressi o instradati su percorsi alternativi, e in alcuni casi mancata fermata a Tiburtina, aggravando ulteriormente la situazione in uno dei snodi principali della rete ferroviaria romana. Le principali criticità si sono concentrate proprio nella capitale, dove la circolazione è rimasta rallentata per ore. 

 

 

Tra le piste investigative che stanno prendendo corpo, secondo quanto si apprende, vi è quella dell'area anarchico-insurrezionalista. Un'ipotesi che gli inquirenti stanno vagliando con particolare attenzione, alla luce delle modalità dell'azione e della scelta degli obiettivi, infrastrutture strategiche ad alta visibilità. Al momento non risultano rivendicazioni, ma gli accertamenti tecnico investigativi sui cavi e sui dispositivi danneggiati sono in corso per individuare eventuali tracce utili all'identificazione dei responsabili. 

 

 

La vicenda è stata al centro di una riunione straordinaria del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduta al Viminale dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, alla presenza dei vertici delle forze di polizia, dei servizi di intelligence e di Ferrovie dello Stato Italiane. Sul tavolo una serie di misure straordinarie: droni per controllare dall'alto le aree sensibili, rafforzamento dei sistemi di videosorveglianza anche con l'impiego dell'intelligenza artificiale, pattuglie congiunte FS Security-forze dell'ordine ed estensione delle recinzioni lungo le infrastrutture più rilevanti e la rete dell'Alta velocità. Decisi inoltre maggiori controlli sui treni e sull'intera rete e il potenziamento del programma 'Stazioni Sicure' nei grandi scali ferroviari e nelle aree più frequentate.

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