La tele-ossessione del Pd, ora chiede la censura di Cerno in Rai
La tele-ossessione del Pd non conosce tregua. Chiuso il capitolo Pucci a Sanremo, con il passo indietro del comico dopo le proteste dem, il Nazareno torna a mettere nel mirino Tommaso Cerno che, secondo indiscrezioni, potrebbe condurre una striscia informativa su Rai 2. "La notizia riportata da La Notizia su un presunto debutto di Tommaso Cerno su Rai 2 richiede un chiarimento immediato da parte della Rai - attaccano i parlamentari del Pd della commissione di Vigilanza Rai - Secondo quanto pubblicato, Cerno - attuale direttore de Il Giornale ed ex direttore de Il Tempo, quotidiani di destra filo-governativi riconducibili al gruppo editoriale facente capo al parlamentare della Lega Antonio Angelucci - sarebbe in procinto di condurre una striscia quotidiana sul servizio pubblico a partire dal 3 marzo".
Insomma, sulla tv pubblica pagata con il canone dai cittadini italiani guai a ospitare voci difformi dal coro del centrosinistra. E poi parlano di TeleMeloni...
Ci vuole un bel coraggio ad affermare, come fanno i dem, che "questa scelta rappresenterebbe l'ennesima prova dell'uso della Rai come strumento di propaganda politica, reso possibile dallo stallo imposto dalla maggioranza sulla Commissione di Vigilanza, alla quale viene impedito di operare e di eleggere un presidente di garanzia -proseguono gli esponenti del Pd -. Siamo di fronte a una emergenza democratica nel servizio pubblico aggravata dall'avvicinarsi di importanti appuntamenti elettorali, a partire dal referendum". Detto questo, il Pd batte i pugni: "Per queste ragioni chiediamo una smentita ufficiale e immediata all'azienda, così come chiediamo di smentire l'imminente passaggio del direttore del Tg1 alla comunicazione della Presidente del Consiglio che delineerebbe un intreccio sempre più evidente tra informazione pubblica e governo".
Parole a cui risponde lo stesso Cerno: "Non gli basta zittire Andrea Pucci. Devono tappare la bocca anche a me.... forse perché come dicono loro sono di una lobby gay... povera Italia", sono le parole riportate da Il Giornale.
La sparata del Pd segue quella di qualche giorno fa del Movimento 5 stelle. Gli esponenti grillini in commissione di vigilanza Rai avevano pubblicato un duro comunicato proprio contro Cerno: “Va bene tutto, ma una striscia quotidiana sul servizio pubblico pagato da tutti gli italiani affidata a Tommaso Cerno è troppo. Parliamo della stessa persona che da direttore del Giornale di Angelucci, conduce da settimane una campagna sistematica contro la Rai e contro Report, fatta di attacchi personali, insinuazioni e mistificazioni. In qualunque azienda editoriale appena rispettabile, questo basterebbe per interrompere all’istante ogni collaborazione". Insomma, la sinistra invoca il pluralismo ma solo in teoria. Nella pratica vogliono censurare chi non la pensa come loro.
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