Quarta Repubblica, Piantedosi: "L'assalto alla Cgil e Askatasuna? Disparità di trattamento"
"È evidente che c'è una disparità di trattamento, almeno nella evidenza fattuale: perché quel fatto fu gravissimo, anche per la potenzialità evocativa, l'assalto ad una sede sindacale, però non vorrei che dietro ci fosse una questione di differenziazione a seconda della colorazione delle manifestazioni". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ospite lunedì 9 febbraio a Quarta Repubblica, il programma di Nicola Porro su Rete4, parlando del diverso trattamento riservato in sede di giudizio agli autori dell'assalto alla Cgil da una parte e ai manifestanti di Askatasuna responsabili dell'aggressione ai poliziotti dall'altra. "Affermazioni forti", sottolinea il conduttore.
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"È chiaro che questi attentati avrebbero potuto far male a delle persone: adesso c'è un'indagine in corso, insieme agli accertamenti tecnici, ma incidere su una linea ferroviaria con il rischio di creare deragliamenti è uno dei temi che probabilmente persegue qualcuno di questi personaggi", ha detto il ministro dell'Interno. "Sono fenomeni in crescita negli ultimi tre anni, sicuramente questo è sotto l'analisi degli inquirenti - prosegue Piantedosi -. C'è una convergenza verso un unico obiettivo, se c'è pure una regia lo diranno gli inquirenti. È evidente che ci sono disparità di trattamento tra un fatto e l'altro: non vorrei che dietro ci fosse una differenziazione a seconda del colore delle manifestazioni. Intervenire nell'immediatezza è complicato per le forze dell'ordine: non mancano le attività di indagine, chi ha fatto quello che ha fatto sicuramente verrà assicurato alla giustizia. La polizia non deve mai vivere la tentazione di mettersi sullo stesso piano dei manifestanti e dei violenti: ha strumenti che a volte possono essere esercitati in maniera postuma, su questo ci dobbiamo credere e abbiamo cercato di rafforzarli".
Askatasuna dichiara guerra al governo: "Opposizione sociale". Il corteo a Roma
Nella trasmissione sono andate in onda le immagini delle aggressioni a mamme a bambini nel quartiere romano di San Lorenzo, di cui ha dato conto Il Tempo: "Ai cittadini di San Lorenzo dico ci stiamo lavorando", adesso il 22enne tunisino è ancora ricoverato in Psichiatria al Policlinico Umberto I, ma "abbiano fiducia i cittadini di San Lorenzo", ha detto il ministro.
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