Crans-Montana, il capo della sicurezza: "Mai superato l'esame antincendio. Era molto difficile"
Una rivelazione che ha lasciato senza parole chi ieri ha seguito l’interrogatorio di Christophe Balet. Il responsabile della sicurezza pubblica di Crans-Montana dal 2024, e per anni capo dei vigili del fuoco di Grimisuat, Ayent e Arbaz, ha ammesso di non aver mai superato l’esame necessario per ottenere il brevetto antincendio. “Era molto difficile, in pochi ci riescono – ha spiegato davanti ai magistrati – poi ho perso l’occasione di ripeterlo perché dovevo sottopormi a un’operazione”.
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La notizia assume un peso particolare alla luce della tragedia del Constellation, il locale di Crans-Montana in cui la notte di Capodanno un incendio ha provocato 41 vittime. Balet figura tra i quattro indagati per quanto accaduto e il suo ruolo alla guida dei pompieri e poi della sicurezza pubblica solleva interrogativi sulle responsabilità nella prevenzione degli incendi. Come riporta il “Corriere della Sera”, il capo dei vigili del fuoco ha confessato che la mancata ispezione del Constellation era legata non solo alla mancanza di brevetto, ma anche a fattori organizzativi e tecnici fuori dal suo controllo.
L’interrogatorio, durato circa dodici ore, si è svolto in una sala dell’Università di Sion scelta per la sua capienza e comodità. Accanto a Balet, a osservare attentamente ogni risposta, c’era Jacques Moretti, comproprietario de locale incendiato, noto come “il Corso”, che ha il diritto di assistere all’audizione. Balet ha dovuto spiegare perché, da quando aveva assunto l’incarico a Crans-Montana, non erano state eseguite le ispezioni sul Constellation. Tra le giustificazioni, ha citato un cambio di software gestionale da parte del Comune, che avrebbe impedito la corretta pianificazione dei controlli.
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La vicenda del software, come ricostruisce il quotidiano di via Solferino, ha radici complesse: lo specialista informatico incaricato della gestione dei registri dei vigili del fuoco e della polizia in diversi Comuni del Vallese aveva chiesto denaro alle amministrazioni per non divulgare dati sensibili sul dark web. Di fronte alla minaccia, la piattaforma online è stata sostituita in tutta fretta, generando contenziosi tra amministrazioni, imprenditori e politici locali.
Balet ha inoltre sottolineato come la mancanza di personale abbia influito sulle ispezioni, precisando che le priorità erano strutture sensibili come ospedali e cliniche. Sulle questioni tecniche, come la schiuma insonorizzante, ha spiegato che il controllo non rientrava tra le sue competenze. Una dichiarazione che lascia aperto il dibattito su chi fosse effettivamente responsabile della sicurezza dell’edificio.
A fine deposizione, visibilmente commosso, Balet ha espresso un pensiero alle vittime. “Chiedo scusa, mi sento la responsabilità morale”, ha detto, confermando la gravità della vicenda. Gli avvocati delle famiglie hanno sottolineato che l’inchiesta “sta accelerando” e che sta emergendo il ruolo di Comune e Cantone, elementi cruciali per chiarire la catena di responsabilità. “Pensiamo alle famiglie ogni istante che passa – ha aggiunto Moretti – combatteremo fino alla fine affinché la verità venga a galla”.
L’interrogatorio di ieri ha così aggiunto nuovi tasselli all’inchiesta, mettendo in luce non solo la mancanza di brevetto di Balet, ma anche le fragilità del sistema di controllo comunale e cantonale, le difficoltà organizzative e le lacune nella gestione dei software. Una giornata intensa che conferma come la verità sul rogo del Constellation passi anche attraverso una complessa rete di responsabilità amministrative e personali, ancora tutte da chiarire.
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