Vannacci, la Lega e lo strappo di Fini. Storace: come stanno le cose
Roberto Vannacci ha lasciato la Lega per tentare la scalata elettorale con il suo nuovo partito "Futuro Nazionale". Dura è stata la reazione dei suoi colleghi, che hanno accusato il Generale di aver disonorato la parola data e usato la Lega come un taxi per arrivare a dama. Matteo Salvini non ha usato mezzi termini, definendo Vannacci "un traditore come Fini" che "farà la stessa fine".
Il leader del Carroccio si riferiva proprio a Gianfranco Fini, già segretario MSI e poi presidente di "Alleanza Nazionale", che nel 2010 lasciò il "Popolo della Libertà", fondato con Silvio Berlusconi, per guidarne un altro chiamato "Futuro e Libertà per l'Italia". Un progetto di breve durata.
In un'intervista al Corriere della Sera, Fini ha respinto l'accusa di Salvini, sostenendo che il paragone non si regga "minimamente in piedi" e che all'epoca avvenne esattamente l'opposto: fu lui a essere "dichiarato incompatibile da Berlusconi". La similitudine è stata respinta anche da Francesco Storace, ex parlamentare e firma del Il Tempo, che in un post su Facebook si dice "incredulo di fronte al parallelismo con la rottura tra Fini e Berlusconi: altra storia, davvero". Per Gianfranco Fini, infatti, non ci fu alcun tradimento ma solo l'epilogo di una frattura politica. "In giro c'è troppo superficialità - scrive ancora Storace - La politica è qualcosa di più complesso e appassionante. E non solo potere".
In prospettiva delle future elezioni, Gianfranco Fini mette comunque in guardia l'alleanza di centro-destra su Vannacci: "FdI e Lega non devono in ogni caso fare l'errore di sottovalutarlo"
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