Torino, l'ora della verità per le toghe: il gip decide sul carcere per tre arrestati
I magistrati attesi al varco. Domani è attesa la decisione del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino, per i tre arrestati dopo i violenti scontri dopo la manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna. Proprio mentre il Gip si prepara a valutare le richieste della procura, la procura ha aperto un nuovo fascicolo d'indagine con l'ipotesi di reato di devastazione, al momento a carico di ignoti. La decisione della Procura della Repubblica di Torino arriva all'indomani dei violenti disordini scoppiati sabato 31 gennaio, al termine del corteo. Secondo una prima informativa redatta dalla Digos torinese, sono 24 i nomi di presunti partecipanti agli scontri con le forze dell'ordine, anche se nessuno di loro risulta, allo stato, indagato per l'aggressione ad Alessandro Calista, il poliziotto ventinovenne del reparto mobile di Padova rimasto ferito durante l'aggressione. Neanche coloro che hanno partecipato al pestaggio a colpi di martello dell'agente, come rivelato da Il Tempo, è indagato al momento per tentato omicidio.
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L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Emilio Gatti e dalla sostituta Chiara Molinari, restituisce un bilancio pesantissimo sui feriti e sui danni, dove si contano 108 operatori delle forze dell'ordine feriti, di cui 96 appartenenti alla Polizia di Stato, cinque ai Carabinieri e sette alla Guardia di Finanza. Nelle ore successive agli scontri sono state fermate 27 persone. Ventiquattro di loro sono state denunciate per resistenza a pubblico ufficiale impegnato in servizio di ordine pubblico, porto di oggetti atti a offendere, travisamento e violazione dei provvedimenti dell'autorità. Tre manifestanti, invece, sono stati arrestati con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Tra questi figura anche un ventiduenne che, dall'analisi dei filmati acquisiti, avrebbe partecipato all'aggressione dell'agente ferito e alla sottrazione dello scudo e della maschera antigas, circostanza questa che ha fatto scattare anche la contestazione di rapina in concorso.
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Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati diversi oggetti utilizzati durante gli scontri, tra cui chiavi inglesi, coltelli, pietre e indumenti impiegati per coprirsi il volto. Domani i tre arrestati, Angelo Francesco Simionato, di 22 anni, residente in provincia di Grosseto, Matteo Campaner, di 35 anni, e Pietro Desideri di 31, torinese compariranno davanti ai magistrati per l'udienza di convalida. La procura, diretta da Giovanni Bombardieri, ha già chiesto per tutti la custodia cautelare in carcere.
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