Pedopornografia, maxi-operazione della Polizia. Indagato anche ex consigliere di Brescia
Nell'ambito di una maxi-operazione di contrasto alla pedopornografia e all'abuso di minori, la Polizia di Stato ha disposto il fermo per due uomini, di 47 e 31 anni, e la messa in stato d'accusa per altre sei persone di età compresa fra i 47 e 53 anni. Nell'inchiesta si contesta, a vario titolo, la detenzione di materiale pedopornografico e di violenza sessuale on line 'a distanza' ai danni di minori.
Nel registro degli indagati è finito anche l'ex consigliere comunale di Brescia, Iyas Ashkar, di origini palestinesi, che venerdì scorso si era dimesso adducendo 'motivi personali'. Le Forze dell'Ordine avrebbero rinvenuto numerosi file sul suo computer. Materiali che, fanno sapere gli inquirenti, saranno "sottoposti ad analisi per ricostruire i fatti di indagine, per appurare il coinvolgimento di ulteriori soggetti e l'identificazione dei minori coinvolti, in collaborazione con le agenzie internazionali".
Ashkar ha preso "nettamente le distanze dagli addebiti" e dichiarato: "Ho appreso di essere sottoposto a indagine preliminare e ho nell'immediatezza rassegnato le dimissioni dalla mia carica nel Consiglio Comunale di Brescia. Questa decisione è stata dettata dalla necessità di avere il tempo e lo spazio necessari per chiarire quanto prima la mia posizione con l'autorità giudiziaria e per il doveroso rispetto verso l'istituzione comunale. Prendo nettamente le distanze dagli addebiti e chiedo di poter rispettare i tempi necessari della giustizia in cui credo fortemente".
La notizia ha scosso il comune di Brescia. Per la sindaca Laura Castelletti "quanto sta emergendo dall'inchiesta della Procura di Milano è sconvolgente e provoca un dolore profondo, umano prima ancora che istituzionale. Parliamo di accuse che riguardano lo sfruttamento sessuale di minori: uno dei crimini più vili e più disumani e moralmente inaccettabili che possano esistere. Non esiste alcuna giustificazione possibile quando vengono colpiti dei bambini. Chi si rende responsabile di simili atrocità tradisce non solo la legge, ma i valori fondamentali della convivenza civile". Poi conclude: "Allo stesso tempo, in uno Stato di diritto, spetta alla magistratura fare piena luce sui fatti: la giustizia deve procedere con rigore e senza sconti, accertando ogni responsabilità fino in fondo. Oggi, pero', il primo pensiero va alle vittime".
In merito all’operazione condotta dalle Forze dell'Ordine è intervenuta duramente anche l'eurodeputata di Fratelli d'Italia. Lara Magoni, che ha detto:" Quando vengono colpiti dei bambini non esiste alcuna giustificazione possibile".
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