Chiara Petrolini, “capace di intendere e di volere”. La perizia bomba sul caso dei neonati morti
Chiara Petrolini, la 22enne di Vignale di Traversetolo (in provincia di Parma), accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, partoriti a un anno di distanza l'uno dall'altro, era "capace di intendere e di volere al momento dei fatti". È quanto certifica la perizia psichiatrica disposta dalla Corte di assise di Parma. Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non hanno infatti riscontrato nessuna patologia che possa aver condizionato la capacità dell'imputata al momento dei fatti e l'hanno anche ritenuta capace di stare in giudizio. La 22enne viene comunque definita "soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati per minori". Chiara Petrolini è imputata di duplice omicidio premeditato e soppressione di cadavere per entrambi i neonati, trovati nel giardino della casa dove abita tuttora, agli arresti domiciliari, con la sua famiglia.
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Negli scorsi giorni, davanti alla Corte d'Assise di Parma, Francesca Stefani, psicoterapeuta che ha in cura da settembre Chiara Petrolini, si era espressa così: “Credo che Chiara abbia una personalità molto complessa, una fragilità emotiva, c'è un disturbo di personalità che a mio avviso ha caratteristiche miste, di tipo ossessivo, depressivo e dissociativo. C'è una compromissione nell'area affettiva. È una persona che non sa descrivere le sue emozioni, dal punto di vista cognitivo, e i suoi desideri”. La psicologa ha citato anche la nonna della ragazza che, udendone parlare, si è commossa. "Chiara è molto partecipe, e si è affidata al progetto di cura", aveva aggiunto la specialista.
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